mercoledì 22 maggio 2019

Alla mia amica Greta

A Maggio questo freddo mi ha i divertito, benvenuta era l’acqua dopo tanta siccità questa perturbazione decisamente fuori stagione alla mia amica Greta finisce per dare ragione. 

A piedi bisogna andare se il l pianeta si vuol salvare e permettere alle future generazioni di continuare a ridere scherzare far politica e gioire.

L'auto in garage devi lasciare e fare con spensieratezza una corsa in bicicletta.

A volte mi viene nostalgia della corsa a piedi che non posso da solo intraprendere, ma con sorpresa e fantasia dico Benvenuta Primavera e ciao al freddo Inverno che troveremo tra un anno.

Con l'estate alle porte tutti in acqua a schizzare la brutta sorte delle vacanze.


Marco

mercoledì 13 febbraio 2019

Riflessioni sulla giornata della memoria


Una delle esperienze positive della disabilità è che noi non prendiamo mai in mamo armi per fare la guerra.

Il nostro olocausto avviene ogni giorno è un sacrificio di pace e la nostra storia significa comunione non separazione.

Le nostre battaglie sono nel dialogo, noi non rispondiamo mai a ordini decisi, già il tono di voce militare a me incute paura. Se io ero il bambino del film di Benigni "la vita è bella" venivo eliminato subito. 


Le categorie più deboli di oggi sono coloro che vengono esclusi e che non hanno opportunità.

L'uomo deve imparare a fornire opportunità per rendere bella la vita senza uccidere la creatività delle altre persone. Il nuovo concetto di uomo si basa non più sulla produttività ma sulla capacità di restare in piedi e creare relazioni stabili che ampliano la vita.

Nei lager erano presenti due concetti: la riduzione della personalità che diventava un numero e l’aggressività che negava alla radice ogni forma di collaborazione pensando alle innumerevoli difficoltà delle poche persone disabili presenti in un campo di concentramento anche allora servivano le capacità residue loro ieri

Nel Campo della disabilità si fa spesso riferimento a ciò che la natura ci lascia per affrontare l’avventura della vita l’esperienza della sofferenza traumatica quale quella di una guerra mette a nudo tutto l’essere umano nel suo complesso. 

Marco

venerdì 6 aprile 2018

Dal concorso letterario "Premio Pontiggia" secondo classificato sezione poesia


Marco Mignardi 

GIORNO IMPERFETTO
Io vivo con tristezza
questa strana condizione, che mi allontana dalla quotidianità.
Non mi toglie del tutto il buon umore,
la voglia di scrivere e pensare 
con spensieratezza, a quest’ avversità.
Vorrei una medicina,
che non mi faccia  paura,
per non sentirmi in colpa
se, attento non sono stato.
Per terra son finito,
per nulla divertito!
Dai camici bianchi
migliore empatia 
per alleggerire la frustrazione della malattia.
Coraggio e fiducia
hanno vinto lo sconforto dei primi dì;
via da qui
da paziente,
gamba rotta e peretta condizione imperfetta
da dimenticare in fretta.
Tocca, ora, salutare
e pensionare il mio deambulatore
che per anni, è stato
amico e servitore.
Lo sostituirò con un nuovo attrezzo
che compagno diverrà,
aiutandomi a camminare con tranquillità.
Desk, è il suo nome.
Per la mia riabilitazione,
non conosce rivali.
Mi ha riportato in piedi, che emozione!
I dottori,
han detto con decisione
niente carico oltre i cinquanta
altrimenti la gamba non canta.
Con un pizzico d’ironia e ilarità
vado avanti in questa avventura qua,
finché l’Architetto del mondo, me lo concederà.



lunedì 19 marzo 2018

21 marzo, giornata mondiale della POESIA


Dal concorso letterario "Premio Pontiggia"- 1° classificato sezione poesia 
MASSIMO PASQUALI  - BO  

FUORI
Io sto seduto su una carrozzina
che sta dentro una residenza
che sta dentro una città
che ha dentro due torri
che vanno dentro il cielo
che ha dentro una nuvola
che ha dentro la pioggia
che va dentro una strada
che va dentro un palazzo
che ha dentro un appartamento
e che ha dentro una mamma e un papà
che hanno dentro la forza
di vivere serenamente
e che hanno dentro l’amore
per me
che sono nato due volte
grazie all’amore e alla forza
di vivere serenamente
di un papà e di una mamma
che stanno dentro un appartamento
che sta dentro un palazzo
che va dentro una strada
che ha dentro la pioggia
che va dentro una nuvola
che sta dentro il cielo
che ha dentro due torri
che stanno dentro una città
che ha dentro una residenza
dove abito io
che ho scritto questa poesia
seduto sulla mia carrozzina
mentre ero dentro
e guardavo fuori. 


giovedì 8 marzo 2018

Su via Barozzi


Una settimana fa si è svolta la prima inaugurazione di esperimento di vita per le persone disabili ispirato al modello del cohousing.

Le autorità intervenute a nome dell'azienda unità sanitaria locale e per il comune di Bologna hanno sottolineato l’importanza che questa esperienza viene ad assumere nel contesto cittadino per un nuovo modo di intendere la socialità.

In questo quadro si è evidenziato come la disabilità può non rappresentare un problema ma una opportunità di vita che consente di non isolare le persone ma di aprire nuovi orizzonti.

Questo tipo di coabitazione era nato con l’intento di facilitare l’esistenza alle madri separate nei primi anni settanta del secolo scorso non sapevano a chi affidare i propri figli.

Nei vari interventi si è sottolineato la necessità di passare con questo tipo di esperienza da una visione di tipo esclusivamente assistenziale a una visione dove le persone diventano protagoniste del proprio cammino di vita autonoma.

La funzione di questa di questa esperienza resta quella di far incontrare bisogni e risposte comuni che permettano sempre in maggiore misura l’affermazione che veniva fuori negli incontri di preparazione dove si diceva faccio da solo ma non sono solo.

Loris ha raccontato che lui in questa esperienza non si sente più solo mentre in precedenza lui avvertiva una sensazione di maggiore vuoto, ora deve occuparsi di mansioni per aiutare gli altri condomini in questa esperienza.

Il mio pensiero conclusivo è che queste esperienze potranno assumere un valore aggiunto nella misura in cui le persone decideranno per scelta e in autonomia di condividere la vita a mio avviso anche la lettera di ringraziamento di una persona che abiterà in via Barozzi andava in questa direzione.

Pranzo ottimo per motivi di tempo non ho avuto l’opportunità di vedere gli appartamenti e vista la vicinanza sarebbe carino avere degli scambi, con il nostro Condominio Partecipato di Bovi Campeggi

Marco Mignardi  


venerdì 29 dicembre 2017

AIAS Bologna c’è

Mancano pochi giorni alla conclusione del 2017 un anno ricco di cambiamenti, pieno di obiettivi raggiunti, di nuovi stimoli e sfide. Con l’anniversario di 55 anni di AIAS facciamo un po’ di bilancio, in questo anno abbiamo seguito più di 200 famiglie, con prestazioni educative ed assistenziali per minori e adulti con gravi disabilità, 19 gruppi educativi per altri 63 minori. Circa 60 le persone accolte quotidianamente nei Centri Socio-Riabilitativi accreditati. Oltre 18 persone stanno partecipando ai percorsi di residenzialità per la Vita Indipendente.  30 ragazze e ragazzi partecipano ai laboratori associativi con il supporto dei nostri volontari.

Durante l’anno sono stati organizzati 3 importanti convegni: Partire dai Diritti, Progetto Proact il possibile ruolo delle tecnologie e Voci di donne. Inoltre sono stati organizzati i seguenti seminari per i soci: AIAS obiettivi per i prossimi anni; i nuovi LEA; 3 incontri sulla Legge 112/2016 dopo di noi. Ricordiamo inoltre 2 importanti eventi il “Premio Pontiggia” e lo spettacolo di Danza “I 43 tramonti”.

Abbiamo realizzato o partecipato a 18 iniziative pubbliche. Ci sembra importante ricordare questi numeri perché il nostro lavoro, in tutti questi anni non sarebbe stato possibile senza le risorse delle persone che ci sostengono, che credono nell’impegno dell’Associazione e ci danno fiducia: di questo siamo profondamente riconoscenti e grati verso tutti voi che con la vostra sensibilità ci avete seguito e sostenuto.

Le Festività Natalizie sono alle porte. Prima di immergerci nel clima festivo, desideriamo ringraziare quanti ci sono stati vicini, quanti hanno collaborato e quanti hanno partecipato alle attività proposte dall’Associazione e che sono state gradite da soci e persone con disabilità.
L’augurio è quello di rallentare in questi giorni il ritmo della nostra vita frenetica per godere delle piccole cose piene di senso, dei momenti in famiglia, del tempo trascorso con gli amici e ... con se stessi. Un augurio di un periodo per ritemprarsi e ripartire con le sfide che il 2018 riserverà a tutti noi.

Da parte nostra ci impegneremo per dare il nostro contributo allo sviluppo della comunità perché la disabilità non rappresenti un ostacolo alla piena partecipazione bensì uno stimolo per il miglioramento della qualità della vita di tutti!

La redazione

martedì 2 maggio 2017

La festa rumena a Bovi!

In un sabato d'aprile soleggiato abbiamo danzato con il popolo rumeno che ci ha allietato e con noi ha danzato in costume che rivali non ha per sobrietà e originalità.
Alcuni passi di danza ricordavano i nostri anni 50, ma senza offesa loro hanno molte più abilità di noi nel canto...
Alla fine divertiti e incuriusiti pensiamo che ripeterlo non è sbagliato, sperando in un altro pomeriggio soleggiato, avvicinare Roma e Bucaresty sarà sempre coinvolgente.

Marco

lunedì 16 gennaio 2017

AVVENTURA ALLO SPETTACOLO DELLA MODA DI FAENZA

Il quindici di settembre del 2016 io Katia con Carlo, la Cristina, una sua collega di lavoro, la Marilena e la Tania siamo andati a vedere una sfilata di moda fino a Faenza. 
Arrivati là chiedo sempre a Carlo quanti chilometri ci abbiamo messo e lui mi ha risposto più di 250 km. Arrivati nel luogo dove si teneva il teatro siamo scesi dal pulmino e ci siamo incamminati dentro. 

Abbiamo visto una folla di gente che non si vedeva neanche la folla dell’altra gente del pubblico. Poi una ragazza che era la mia damigella che mi doveva portare alla sfilata chiamata Valentina che è una di Brindisi era vestita lei di nero di pelle con i capelli neri lunghissimi e le meches bionde; poi lì c’era anche i parrucchieri e gli stilisti e le truccatrici. C’erano dei ragazzi con delle creste da gallo e le donne truccate benissimo. E poi mi sono fatta truccare anche io modestamente di celeste. Poi io mi sono fatta vestire con una gonna tutta a pieghe nera e una striscia in mezzo azzurra con delle borchie rotonde, poi avevo anche una giacchettina sopra azzurra molto bella con le maniche fatte alla zuava e con le borchie anche quella e poi indossavo anche un paio di calze nere perché c’era un gran freddo perché io il giorno dopo avevo un po’ di febbre e sono dovuta stare a casa dalla messa di San Savino.

Dopo mezz’ora o venti minuti è passato un signore con delle schiacciatine al pomodoro e alla ricotta e ce ne ha regalate tre a testa di quelle piccole perché avevamo una fame da lupi. Dopo siamo andati finalmente alla partenza della sfilata che dovevamo fare di moda che poi prima c’era una signora che ci ha condotto nell’apposito cerchio della pista di moda e noi abbiamo fatto tre giri senza mai stancarci e ballando anche perché c’era anche un po’ di musica il rap. 

Quando avevamo finito di sfilare ci hanno portato in un angolo del teatro per togliere i vestiti che ho indossato. Poi abbiamo fatto per tre quarti d’ora fuori dal teatro un buffet all’aperto e abbiamo mangiato due o tre salatini col prosciutto poi due o tre pizzette alla margherita anche col salame e per finire per dolce una pinza era tutto buono. Solo quando siamo stati in pulmino la mia pancia si è appiattita dal gran camminare e ballare. 

A me questo giorno è stato importante per gli applausi che ci hanno fatto e io non so se prenderemo un po’ di soldini per questa sfilata perché noi abbiamo sfilato e gli altri hanno guardato. In questo giorno di sabato era un giorno piovoso e quindi non si è potuto vedere niente del mare.

Katia Lazzarini



lunedì 24 ottobre 2016

Sulla legge “Dopo di noi”

Lo scorso 14 giugno 2016 è stata approvata in via definitiva la cosiddetta legge “Dopo di noi” nata dal disegno di legge “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno famigliare”. Il testo del DDL disciplina in materia di assistenza alle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare, o perché i genitori che si prendevano cura di loro sono venuti a mancare, o perché le famiglie non sono in grado di provvedere ai loro bisogni. Secondo i dati Istat, in Italia vivono oltre 3 milioni di persone con disabilità grave. Più di 200mila adulti oggi vivono in istituti o residenze sanitarie assistenziali (RSA), senza possibilità di scegliere per la loro vita. Attualmente il 70 per cento delle famiglie con un figlio o un congiunto disabile grave sostiene e gestisce l'assistenza senza ricevere alcun aiuto. L'Istat calcola inoltre che oltre il 60 per cento dei figli con disabilità grave sopravvivrà ai propri genitori. Il "dopo di noi", dunque, è destinato a diventare una problematica sempre più rilevante e diffusa nel nostro Paese in quanto dovrebbe in sostanza favorire il benessere e la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone più fragili della società, i disabili prive di sostegno familiare.

La nuova legge dà finalmente una risposta alle preoccupazioni e alle angosce delle famiglie italiane che hanno un figlio o un parente disabile e si domandano che cosa ne sarà di lui una volta che sarà rimasto solo e non avrà più una rete di relazioni sulla quale fare affidamento. Ma vediamo più in particolare cosa prevede il testo approvato. La legge, composta di dieci articoli, si fonda su alcuni capisaldi: favorire l'autonomia delle persone disabili, la loro inclusione sociale, garantire loro un futuro dignitoso. La dinamica della patologia che affligge il disabile impone l’individuazione di un contesto di vivibilità, non dunque semplicemente una “soluzione organizzativa”, ma un’analisi prospettica dei fabbisogni del “tutelato”, per migliorarne la qualità e le aspettative di vita, anche oltre l’esistenza dei genitori, creando attraverso interventi innovativi di residenzialità e di deistituzionalizzazione, una sorta di continuità con la famiglia originaria. La legge, in attuazione di tali misure di assistenza cura e protezione, persegue dunque dei macro obiettivi, istituendo apposito Fondo per realizzare questo complesso progetto assistenziale di centottanta milioni di euro per i prossimi tre anni. Questo Fondo ha lo scopo di attivare e sostenere programmi di deistituzionalizzazione e domiciliarità: ovvero la costituzione di case-famiglia e gruppi-appartamento nelle quali le persone disabili possano abitare ricostruendo modalità di convivenza proprie di una famiglia, evitando così l'isolamento e l'emarginazione. La dimensione della casa, dunque, viene gradualmente a sostituire quella dell'istituto, favorendo la promozione umana della persona disabile.  Le legge stabilisce inoltre la detraibilità fiscale delle polizze assicurative finalizzate alla tutela di soggetti con disabilità grave. Sono inoltre esenti dall'imposta sulle successioni e le donazioni i "trust", ovvero gli atti giuridici attraverso i quali un donatore destina un bene mobile e immobile a un beneficiario facendolo gestire da una terza persona perché il beneficiario è un soggetto debole e non può farlo direttamente.

La legge tuttavia presenta alcuni molti limiti. Scorrendo l’art.4  non specifica in cosa debbano consistere i programmi di deistituzionalizzazione di cui alla lettera a) e successivamente specificando, nella lettera c), che la finalità è quella di destinare i fondi alla costruzione di soluzioni alloggiative in cohousing (co-abitazione), fa subito comprendere come si pensi di risolvere il problema dell’istituzionalizzazione creando soluzioni abitative che ospitino comunque gruppi di persone con disabilità: si passa in sostanza dal grande istituto al piccolo istituto. Ciò potrà anche concretizzarsi in un miglioramento delle condizioni di vita, ma lede comunque il diritto delle persone disabili di scegliere dove e con chi vivere, sancito dall’art. 19 de La Convenzione O.N.U. sui diritti delle persone con disabilità espressamente richiamato dalla legge stessa. Se da un lato l’impianto degli interventi appare giustamente ambizioso, pur con la limitazione alla gravità e non anche alla prevenzione di essa, dall’altro tali prospettive incuriosiscono rispetto agli attori che saranno interessati ed in grado di raccogliere queste sfide e i relativi finanziamenti. Molto dipenderà dalle politiche e dalle scelte regionali.
Inoltre il richiamo, nella lettera d), alla finalità di sviluppo di programmi di accrescimento delle competenze di autonomia ed adattamento nelle persone con disabilità è del tutto decontestualizzato in quanto questi programmi devono essere attuati in età evolutiva o al più tardi nella prima età adulta, non certo quando la persona disabile ha già 40-50 anni e si comincia a pensare al “Dopo di Noi” con l’approssimarsi della terza o quarta età dei genitori. Il processo di preparazione del cosiddetto Dopo di Noi dovrebbe iniziare in età precoce garantendo l’inclusione sociale e favorendo la maturazione dell’intima consapevolezza che le persone disabili sono titolari di diritti fondamentali come chiunque altro, nonché il diffondersi di una cultura della qualità della vita.
Dal 2017 la disciplina dispone, poi, anche benefici fiscali per erogazioni private, polizze assicurative, trust e soluzioni similari: la copertura delle agevolazioni connesse a questi strumenti, utilizzabili in prevalenza da chi si trova in situazioni di agiatezza economica, sottrarrà risorse a disabili più svantaggiati anche in questo caso c’è da dubitare dunque che legge n. 112/2016 possa garantire “il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia” dei più fragili, in attuazione dei principi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità

A distanza di mesi dall’approvazione ad oggi ottobre 2016 mancano ancora le linee guida che il ministero deve dare per l’attuazione della legge senza le quali si rischia di perdere i fondi stanziati. Peraltro, oltre ai tempi della decretazione, quelli tecnico-amministrativi per il trasferimento dei fondi alle Regioni potrebbero ritardare interventi concreti. L’articolo 8 prevede una Relazione annuale al Parlamento sullo stato di attuazione della nuova norma. Anche in questo caso, comunque, chi redigerà la Relazione dovrà assumere anche tutte le relative relazioni dalle Regioni, fissando in anticipo criteri e modalità di raccolta omogenea dei dati. In conclusione possiamo dire che la legge pur essendo stata approvata necessariamente deve essere considerata un punto di partenza e non un traguardo, ancora ben lontano dall’essere raggiunto. Non ci resta che aspettare l’emanazione dei decreti attuativi e monitorare sull’attuazione della legge.

di Salvatore Graziano


Legge 22 giugno 2016, n. 112 (Pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 24 giugno 2016, n. 146) - “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare.” – link sul sito Handylex 

martedì 24 novembre 2015

TEATRO

In questi mesi ho partecipato insieme ad un gruppo di ragazzi riconducibili alla casa dei risvegli, alla messa in scena di uno spettacolo Teatrale.
Oltre a me,in carrozzina c'era anche un'altro ospite del centro dove vivo (Albero Blu):Daniela.
Ed inoltre un altro ragazzo di nome Yuri.

Del gruppo facevano parte dei ragazzi attori,oltre ad un pugno di belle ragazze, il che non guasta mai! e poi c'erano i veri attori che in questi mesi di prove hanno messo su lo spettacolo vero e proprio.
Tutto si può ricondurre ad un gioco ad incastri tra le carrozzine e gli attori. La rappresentazione si  è svolta  nel giardino della casa dei risvegli a cui hanno assistito anche altri due ospiti.
In questi mesi di intenso lavoro abbiamo imparato a conoscerci  e si  sono create delle amicizie che spero avranno un seguito, specialmente con le ragazze.

In generale è stato interessante e formativo e si è creata una bella atmosfera.
Consiglierei a tutti di partecipare al corso di teatro amici di Luca. Ci si sente parte attiva di un gruppo e non ci si limita a subire passivamente gli eventi.

"Molto toccante è stara la scena in cui un padre si abbracciava con il figlio disabile, molto emozionante"
In particolare la scena in cui le ragazze del gruppo mi si affollavano intorno accarezzandomi e capirete che emozione è stata per me: molto coinvolgente.

Colgo l'occasione per ringraziare tutti per aver preso parte ad un così bello spettacolo e averci messo l'anima!

Simone Senarega

venerdì 30 ottobre 2015

Design for superheroes 2


CARLA
Grazie per questo dono che andremo a presentare, perché per questa volta non sono protagonista, ma il vestito che mi hanno fatto è stato studiato e pensato per me.

FABRIZIO
questa sera a Faenza... sfilata di moda speciale per "rotellati": bellissima esperienza


STEFANIA
È una cosa che non avevo mai fatto, perché io con la moda non ho molto a che fare. Però come esperienza mi è piaciuta.
Il mio vestito era bello, di colore blu, lungo fino ai piedi. La ragazza che lo ha ideato e realizzato ha avuto un’invettiva creativa, anche non conoscendomi. In passerella mi spingeva lei nelle prove poi un ragazzo di nome Davide.
Non mi sono emozionata molto perché sono un po’ abituata a stare in mezzo alla gente e agli studenti con il progetto Calamaio e poi sono un tipo che fa amicizia subito



Design for superheroes

Sabato 10 Ottobre, giornata buia e tempestosa, Eleonora, la mia educatrice mi ha accompagnato a Faenza in occasione della sfilata organizzata da AIAS in collaborazione con l'ISIA di Faenza. I corsisti del corso moda hanno creato su misura abiti che ci potessero in qualche modo risaltare nonostante l'ingombro della carrozzina.
Subito Arrivata mi hanno fatto accomodare, insieme agli altri "modelli" in una sala dove mi hanno truccata e pettinata a dovere. Infatti, appena mi sono vista allo specchio ho potuto confermare il trucco accurato e una pettinatura elegante studiata a tavolino e concordata insieme a me giusta per l'evento serale. Una volta che tutti i modelli avevano finito questa prima fase, ci hanno fatto accomodare in una seconda sala in cui ci hanno spiegato dettagliatamente il percorso che dovevamo svolgere e i punti in cui fermarsi per farci scattare fotografie e farci ammirare in tutta la nostra bellezza dal pubblico presente in sala.
Come dei veri modelli, dopo aver stuzzicato velocemente qualcosa, ci siamo di corsa vestiti e dato gli ultimi ritocchi prima di metterci in fila aspettando il nostro turno della sfilata. Essendo la prima ragazza in carrozzina a dover sfilare, mi sentivo una responsabilità in più nel dover stare attenta ai punti di fermata e a non andare eccessivamente forte. Quindi dopo aver preso un bel respiro profondo, dopo avermi dato il via dalla coordinatrice ho guardato dritto davanti a me, cercando di ricordarmi e rispettare tutto ciò che mi avevano detto durante le prove. Grazie anche al sostegno delle mie "colleghe" modelle ho avuto una maggior carica nel lanciarmi in pista, senza “inpanicarmi” troppo.
La mia stilista Jenny, ragazza giovanissima e dalle alte vedute stilistiche, oltre ad avermi creato una canottiera fashion con chiusura laterale e superiore a calamita, aveva creato uno copri schienale nero che potesse far pensare a un trono dato il suo tessuto posteriore elegante nero. Tutto ciò è stato velocemente infilato tra un turno e un altro curando al meglio i minimi dettagli, come al fatto di non fare andare sotto le ruote il tessuto o coprendo con un velo il mio braccialetto arancione non adatto per l'occasione.
Con un cenno della mano della coordinatrice, solo quattro "modelle" di noi in carrozzina hanno sfilato mostrando le creazioni realizzate anche sulle nostre sedie, come se facessero parte di noi. In quel momento mi sono sentita un po' più sicura di me dal momento che avevo già preso confidenza col posto e con il pubblico; con quel vestito indosso per qualche minuto, ho provato l'emozione di sentirmi come su un vero trono e di avere anche una certa importanza sociale confronto al resto del mondo.
L'evento organizzato da ISIA ed AIAS è stata una bella e nuova esperienza che ha, attraverso questa iniziativa, mischiato due realtà diverse cercando di risaltare attraverso vestiti e trucco e acconciatura la bellezza di ognuno considerando le nostre difficoltà cercando di "eliminarle" valorizzandole.
Unica pecca dell'evento è stato il tempo metereologico, avrei preferito un luogo al chiuso in attesa di entrare nella sala in cui si sfilava, ma gli imprevisti sono sempre imprevisti.  

Alice Greco

mercoledì 15 luglio 2015

FESTA DELLA ZUPPA A BOLOGNA

Domenica 19 aprile sono stato alla Festa della Zuppa di Bologna. C'era tanta gente e tutti sembravano divertirsi.
Ho bevuto un paio di bicchieri di vino e uno di Sangria. Ho visto la capoeira e sentito tanta musica.
C'era un po' di confusione ma era bello così. Ho avuto la sensazione di partecipare e di farne parte e non di subire. C'era un tipo sui trampoli con una maschera buffa.
Ho solo bevuto anche perché le ciotole le vendevano a quindici euro forse un po' troppo per me!
Le persone erano di tutti i tipi, gente truccata e vestita stranamente ma felice e contenta. Non mi sono sentito inferiore a nessuno, anche se in carrozzina, e questa è una cosa molto positiva.

Consiglierei questa festa per sentirsi vivi e perché è una bella esperienza. Ero con un mio amico di struttura e con lui mi sono divertito molto:  ho avuto l'opportunità di brindare con del vino rosso alla vita che va avanti sempre e  comunque!

Simone Senarega

lunedì 16 marzo 2015

Parodia di autonomia

Nel mese di gennaio una persona di origine rumena ho incontrato
E dopo cinquanta sei anni i genitori ho abbandonato anche se non era il futuro che avevo pensato
Con notevole fatica mi sono adattato e a fare la spesa con Carlo ho imparato
Ad usare il cellullare e la tecnologia che poi non è una follia di messaggio in messaggio ho imparato
Il coraggio di imparare a scegliere da solo che è esperienza che fa la differenza tra il bambino e l'età
Adulta
Nei mesi che sono seguiti con Carlo e io siamo divertiti in maniera leggera e poco seria a fantasticare e a inventare personaggi che in tono faceto dicessero che questa storia non era solo aceto ma buon umore e stuzzicando e ricreando le spigolosità siamo arrivati fino qua

Io sono sempre assai convinto che non conviene vivere giudicare non conviene e cercare di capire è la strada da seguire non bisogna invidiare l’integrità nuoce sempre ad una vita di qualità
Sian credenti tutti e due rispettosi e spiritosi nella città di Santo Antonio che notoriamente è nemico del de demonio nel giorno della liberazione abbiamo visto pitture d’eccezione. Giotto in cappella ci ha ricordato che la sua pittura lascia sempre senza fiato

E' arrivato poi il mese di un'estate pazzerella che pareva travestirsi da autunno inoltrato che con la colons copia differenza del nazional del sport più popolare miglior risultato non mi poteva dare e ben presto dopo le prime illuni dal Brasile siam tornati non campioni
In vacanza sono andato con Luciano in Rosa blu e cosi Luigi si è guardato la tv incontrando in quel di Pesaro una ragazza assai carina in sorte gli son toccato poverina e con Renzo in coppia fissa ormai siamo l’attrazione r facciamo ridere tutti quanti

A settembre come da copione vado a Lourdes con amici e non chiedo guarigione ma sempre la capacità di incontrare e approfondire la via della fede da seguire io non volevo qui tornare il rosario veloce non mi piace recitare ma con Maria forse avevo il desiderio di parlare

Siam cosi giunti ad ottobre e Carlo con pizzico di malinconia mi ha detto Caro Marco io dalla zia aias ora vado proprio via e mi aspetta con mia moglie un bel giro in un altro continente rinunciarvi non è affatto divertente tu saluta la persona che ogni mattina con il quotidiano della città ci mostrava di foto del suo mondo facendoci vedere il matrimonio in oriente un più lungo di quel che accade in occidente  
A dicembre ho partecipato con un ottimo al concorso organizzato terzo mi son classificato e poi dopo con la scuola d’ arte ho completato la il disegno d’amilik che risultato e così io mostro nel mio piccolo mondo che la diversità non solo seriosità ma se il mondo vuoi un poco cambiare con me devi ridere e scherzare

E ora saluto un amica pugliese conosciuta in Rosa blu con lei ci diverte senza la tv e un amico rumeno e un amico iraniano che sempre mi danno una mano


Marco Mignardi

venerdì 5 dicembre 2014

Una sottile emozione

Del Pontiggia sono assiduo frequentatore non per questo vincitore
Tratteggio a volte seriamente e a volte in maniera divertente
La mia opinione che può sembrare stuzzicante e rovesciare un parte
Per una volta ascoltato giudicato applaudito o fischiato mi son sempre divertito
La mia vita ho presentato e joe Burlone  ha sostenuto il mio copione
e faccio i complimenti al vincitore e che  spero di vedere alla prossima edizione
Per un attimo ho invidiato il secondo risultato  poi ho pensato sul podio sono arrivato  e
 Siccome non son giurato il terzo è posto è assicurato  e al quarto e al quinto faccio un ringraziamento
Per aver con me gareggiato e a tutti dico buon riposo e ricreazione e ciao ciao alla prossima  edizione

Marco Mignardi 

lunedì 27 ottobre 2014

Anarchia - la notte del giudizio

Recensione del film uscito nelle sale di Simone Senarega

In una società prossima ventura nel 2023 il crimine è stato debellato grazie a un’escamotage: “una notte all'anno è legale fare tutto”.
Però, alla fine, sono i ricchi che pagano per uccidere i poveri, e un gruppo si ribella, poi un insieme di varia umanità deve sopravvivere a questa notte. C’è l’eroe che deve vendicare l’uccisione del figlio. la coppia in crisi, e la madre e la figlia, tutti insieme affronteranno la notte, inseguiti da bande di assassini, alla fine si vedrà.
“E’ un film contro la società iper armata degli stati uniti, la differenza tra poveri e ricchi, un film appassionante e coinvolgente” 

Simone Senarega

giovedì 2 ottobre 2014

Agire per un cambiamento.

Playing for Change è un supergruppo musicale formato essenzialmente da artisti di strada di varie etnie, nato come progetto multimediale per opera del produttore discografico statunitense ed ingegnere del suono Mark Johnson, del Timeless Media Group, e di Enzo Buono.
Con lo stesso nome Playing for Change Foundation (letteralmente: Suonare – ma anche recitare, agire – per un cambiamento) è stata fondata una organizzazione non a scopo di lucro – la Playing for Change Foundation – cui è demandato il compito di edificare scuole di musica destinate all'infanzia nei luoghi più disparati del mondo.
Playing for Change ha avuto inizio come progetto nel 2004: lo scopo dichiarato era quello – secondo gli intendimenti degli organizzatori – «di ispirare e mettere in collegamento musicisti per portare un messaggio di pace nel mondo attraverso la musica».

Perché AIAS promuove l’ascolto di PFC?
AIAS è una organizzazione senza scopo di lucro che promuove temi di integrazione sociale in particolare per le persone con disabilità, in sostanza promuove temi di pace e di vita ed è impegnati più in generale contro le forme di discriminazione che nello specifico possono riguardare persone con disabilità ma che più in generale possono riguardare tutti in tutto il mondo.
AIAS Bologna Onlus condivide e promuove il nome e lo spirito di playing for change, agire per un cambiamento, convinta che un impegno come il suo non riguarda solo una piccola minoranza di persone ma tutti quanti noi.

Alberto Manzoni
un brano come esempio  ----------------   un secondo brano

Immagine di un laboratorio AIAS di musico terapia

Ascolta con noi...

giovedì 24 luglio 2014

Wek end a Riccione al "festival del Sole"

Un’esperienza unica per 6 nostri ragazzi: Alessandro, Davide, Eva, Ivan, Luca e Roberta che hanno partecipato al Festival del Sole, una manifestazione, che il Comune di Riccione organizza ogni 2 anni, alla quale partecipano ragazzi provenienti da tutta Europa.
Quest’anno 6000 giovani, durante una settimana, si sono esibiti in varie specialità ginniche, tenendo fede al famoso principio di De Coubertin: “L’importante non è vincere, ma partecipare.”
I nostri ragazzi hanno soggiornato per due giorni in un albergo, condividendo con Cristina B. Cristina C. Federico e Nicola il piacere di stare insieme in spiaggia, di fare il bagno, di ammirare i fuochi di artificio e di passeggiare nel famoso viale Ceccarini di Riccione.
In conclusione, l'esibizione all’Arena dei Giardini, diretti dall’insostituibile Simona Santonastaso e con 9 ballerini della compagnia Kairos, hanno vissuto un momento emozionante, tra gli applausi e le “ola” dei ragazzi presenti.
Questa esperienza rimarrà un ricordo unico e ci auguriamo ripetibile in altre occasioni, considerando i commenti e gli entusiasmi che abbiamo raccolto da alcuni partecipanti.  



 Ivana: è stato bellissimo, c’era il sole, c’era molta gente e tanti bambini. Abbiamo mangiato le piadine e in spiaggia c’erano le barche.Io sono andata i macchina con la Rita, Giacomo e Stefania.
Ci siamo preparati con la musica poi c’era la Cristina con la Rita. La sera  nella strada abbiamo ballato e c’hanno fatto le foto e il pubblico ci ha applaudito. È la prima volta che sono andata allo spettacolo ed è stato bellissimo. Avevo i pantaloni neri e la maglietta gialla.
Lo spettacolo è stato bello eravamo in tanti e facevamo così con le braccia e con il corpo così…e poi così!
 
Stefania: per me è andata benissimo, io non mi stanco mai di andar fuori, mi stanco quando non faccio niente. Mi è dispiaciuto che a Riccione potevamo essere andati tutti e sei mentre siamo andati solo in due, ma va berne lo stesso e mi sono divertita lo stesso. È stato un obiettivo raggiunto, almeno si è capito che abbiamo partecipato


Ivan: E' stato magnifico, siamo bravissimi!

venerdì 21 marzo 2014

21 marzo 2014 - primo giorno di Primavera

Oggi non è solo il primo giorno di primavera... Inizia la settimana contro il razzismo, nello speciale ER Sociale le indicazioni per colorare la nostra città di arancione. Poi ancora domani si celebrerà la XIX Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
E per ultimo ma non per importanza, sempre oggi ricorre la GIORNATA MONDIALE della POESIA, per celebrare dedichiamo due belle poesie di una nostra amica Simona che ci ha salutato qualche anno fa.

Vita bella 
La mia vita 
è così, 
è come il tempo, 
che un giorno è grigia, 
un altro giorno è bello. 
A volte la nebbia cala su di noi, 
ci fa vedere cose confuse; 
un vetro si appanna 
e non ci puoi vedere attraverso. 
Poi, all’improvviso, 
il velo si dissolve 
e si vede tutto chiaro: 
allora gli uccellini 
cinguettano felici 
nel tempo bello. 
Sento gli uccellini cantare, 
mi rallegrano molto, 
e vedo la natura che nasce; 
provo una gioia immensa,
come se mi regalassero 
un giorno sereno.

Natura 
Ho sognato. 
Io quando ero bimba sognavo di correre nei campi 
di grano e di erba alta, 
e mi sentivo avvolta come se fossi fra le braccia di 
una Mamma che mi cullava. 
Ero felice e tranquilla e mi sembrava di essere un 
uccellino spensierato, 
che vola alto nel cielo per raggiungere il tuo cuore per dirti grazie 
per come sei con me. 
La tua cocca.

Simona Gardenghi

mercoledì 2 ottobre 2013

VACANZA A VILLA BORROMEO

Quest’anno a Pesaro sono andato sul pulmino di Luciano mi son trovato e mentre un poco annoiano una partita del sport qui sempre amato con l’assistente spagnola mi son trovato e il soggiorno fra timori e speranze è cominciato Rebecca è il suo nome io gli ho detto a chiare lettere che il francese amavo e purtroppo amavo ma lei l’inglese amava che io sol detesto con pronuncia incomprensibile e grammatica per me difficile abbiamo mediato e così qualche vocabolo spagnolo ho imparato. A me piace provar tradurre per imparare una nuova lingua e cosi scambiare qualche vocabolo per me e così dimezzare la distanza che inizialmente corre tra l’obelisco romano e il museo del Prado che il turista italiano distratto e affaccendato ha da sempre visitato. Mi sono accorto dal suo racconto che la crisi economica di questi anni non ha fatto alcuno sconto contribuendo a tagliare la speranza di un futuro che vien incerto e duro a Madrid come a Roma e chiede ai giovani reinventavi un futuro. Un sociologo marxista lei leggeva e io intanto a prima vista con vocaboli spagnoli della vita quotidiana imparavo a confrontarmi e pur loro sono importi se un giorno in qualunque città spagnole per vivere e conoscere e andare avanti. Cosi il tempo è trascorso senza mai poter comprare giornale spagnolo non abbiamo mai trovato e in piscina sono andato preferndolo sempre di più il mare inquinato e ondoso che per il mio equilibrio non è molto spiritoso. Dopo questo breve scritto torno subito a restare zitto e mi accingo a salutare con discrezione e pazienza Rebecca e la Rosa blu e sperando di continuare a conoscere e socializzare con i ragazzi veramente e diversamente propositivi nella vacanza come nella vita. Marco Mignardi