Qualcuno mi aiuti a salire su una gru o sul tetto di qualche edificio importante di Bologna!
Sono una persona disabile di 49 anni e ho scelto di vivere da solo, lontano dalla famiglia, da quando avevo vent'anni.
Questa scelta non è stata una passeggiata, ma è un'esperienza che rifarei 100.000 volte. Fortunatamente ho sempre lavorato, pagando così gli affitti dei vari appartamenti dove ho vissuto in questi 29 anni.
E’ noto che i soldi non fanno la felicità, questo però di solito lo dice chi i soldi li ha. Per una persona come me, disabile, non è certo qualche ingresso gratuito al cinema che può migliorare la qualità della mia vita. Per una persona con difficoltà motorie, che vuole avere una vita sociale normale, anche solo doversi spostare con i mezzi pubblici diventa veramente complicato. Quindi uno nelle mie condizioni deve necessariamente affidarsi ai mezzi di trasporto privati come il taxi. Questo, però, comporta una spesa ulteriore. Fino a un anno fa, il servizio sociale sanitario contribuiva a rendere la mia vita più indipendente con un contributo per il trasporto (si trattava di una cifra di circa € 120 al mese ). Un altro contributo dei servizi sociali è un assegno di cura di € 460 al mese. Questo ultimo mi serve per contribuire a pagare una persona che quotidianamente mi aiuta in quelle mansioni che da solo non riesco a svolgere: fare la spesa, pagare le bollette, pulire la casa ecc. Certo non è una grande cifra, anzi, ma è meglio di niente.
Con le varie finanziarie il contributo per la mobilità è stato il primo a essere stato tagliato: “Da oggi stai a casa!”. E’ vero che i proprietari di casa non pagano più la tassa ICI, ma non capisco perché questa mancata entrata debba essere compensata dai tagli all’assistenza ai disabili. Come se non bastasse, l'assistente sociale mi ha comunicato che dal mese di gennaio verrà ridotto anche l'assegno di cura che da € 460, verrà portato a € 307. Sempre per colpa dei tagli che vengono fatti alla sanità.
Di certo non bisogna avere grandi competenze in materia di economia per capire che una persona che vive da sola, usufruendo di un contributo di € 460, costa allo stato € 5.520 ogni anno. Mentre se la si priva degli aiuti che le permettono di essere indipendente fino a costringerla ad essere ospitata in un centro residenziale a carico del S.S.N, la cifra che lo stato dovrebbe sborsare aumenta in modo considerevole. Di fatto, il welfare è sempre una delle prime voci che viene coinvolta dai tagli quando si vuole "risparmiare".
Queste sono le contraddizioni della nostra Italia che da un lato non permette di “togliere il disturbo” qualora, liberamente, un individuo decida che la sua esistenza non ha più niente a che vedere con il concetto di vita; dall'altro toglie anche quei pochi sussidi che, superate le paludi della burocrazia con lunghe file e infinita produzione di documenti, uno ha ottenuto come suo diritto.
Un senso di abbandono da parte delle istituzioni ci assale quando andiamo a chiedere aiuto agli organi preposti, quando vediamo gli impiegati allargare le braccia, scuotendo la testa, e informarci che hanno tagliato quei finanziamenti che renderebbero maggiormente dignitosa e autonoma la nostra vita di disabili. Sempre "hanno": non si ha mai un nome certo! Come se fosse ancora una volta il destino a bussare alla porta, portando la notizia che sei stato “nominato” e che da gennaio sulla tua vita peserà un senso di incertezza per il futuro.
Perciò a chi si trova nella mia situazione non resta altro che trovare qualche volontario (perché i professionisti costano), che lo aiuti a salire su qualche tetto per attirare quell'attenzione che altrimenti noi disabili non avremmo mai. Magari minacciare di buttarsi di sotto, costringendo le amministrazioni comunali a pagare gli straordinari agli operatori ecologici per pulire quello che resta della nostra esistenza spiaccicata su un marciapiede. Io sono pronto, ho già il maglione e la giacca pesante. Pronto a salire su un qualunque tetto di questa bella Bologna che un tempo era rossa, di un rosso caldo che sapeva unire. Ora il rosso di cui si può parlare è solo quello del sangue che la gente come me, che dal primo giorno di vita lotta per essere considerata normale, deve sputare per arrivare a fine mese.
Carlo Venturelli
mercoledì 19 gennaio 2011
sabato 27 novembre 2010
Ci sono cose che non vanno bene…
Essere disabile, oppure avere una persona disabile in famiglia è sempre più difficile in Italia e non è da meno a Bologna. Ad esempio è accaduto recentemente che ad alcuni soci disabili sono pervenute delle comunicazioni da parte dell’INPS che mirano a fare dei controlli nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile. A settembre l’INPS, non contenta di proseguire nella sua campagna di verifiche vessatorie sui “veri invalidi” chiama a visita di revisione per l’invalidità civile anche persone con disabilità molto grave che avevano ottemperato all’invio della documentazione richiesta precedentemente.
Questa storia si fa lunga.
Nel luglio scorso FAND e FISH, le due federazioni che raccolgono molte associazioni di disabili, furono le protagoniste di una riuscita mobilitazione in difesa dei diritti delle persone con disabilità. Ora, a distanza di tre mesi dalla conversione di quel decreto legge, l’INPS ha emanato le “Linee Guida operative per l’invalidità civile” a cui dovrebbero attenersi i medici dell’INPS nell’esame delle nuove domande di invalidità. Queste indicazioni di fatto riprendono – in via amministrativa – i tentativi, che si speravano scongiurati, di restringere i criteri di concessione dell’indennità di accompagnamento. Le “Linee Guida” intervengono limitando il concetto di autonomia nella deambulazione e la definizione di atti quotidiani della vita, escludendo così molti soggetti dal riconoscimento del diritto alla pensione.
Contemporaneamente, con note interne, l’INPS ha rintrodotto le visite di controllo anche quando la Commissione ASL (all’interno della quale comunque c’è un medico nominato dall’INPS) si sia espressa in modo unanime sulla grave disabilità.Oltre allo spreco di risorse pubbliche, questo creerà notevoli disagi a molti cittadini con disabilità e alle loro famiglie.
Tutto questo è un fatto gravissimo perché l’INPS ha agito dopo che il governo aveva ritirato gli emendamenti in seguito alla manifestazione in piazza Montecitorio, organizzata a luglio.
La storia non è ancora finita: Il Carlino titola in ottobre: “Disabili adulti, l’Ausl sospende i buoni taxi: «inaccettabile» Restano a piedi 233 famiglie. La decisione dovuta alla «ridistribuzione delle risorse» e a «finanziamenti non in crescita».
Si tratta di piccole cifre per le risorse della collettività (62 euro al mese per il tempo libero e 124 per andare al lavoro), ma per la maggior parte dei disabili rappresenta un grande aiuto alla mobilità, tenendo presente che è difficile per loro utilizzare i trasporti pubblici.
La seconda notizia grave riguarda l’aumento delle tariffe postali che ricade sulle associazioni come la nostra.
Il Decreto Interministeriale del 30 marzo scorso, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 75 del 31 marzo, ed in vigore già dal 1º aprile, ha di fatto cancellato uno dei pochi sostegni di cui poteva godere l’editoria del terzo settore e dell’associazionismo: le tariffe postali agevolate. A seguito di un’importante mobilitazione, che ha visto il forte impegno del Forum del III Settore, sembrava essere stata raggiunta una seppur temporanea soluzione, attraverso una copertura di 30 milioni di euro prevista dal cosiddetto “decreto incentivi” (D.L.40/2010, convertito dalla Legge 73/2010), e rimandata ad un ulteriore decreto interministeriale che ancora non è diventato esecutivo. A causa di tutto ciò l’AIAS si è trovata nella situazione di ridurre la spedizione del notiziario, ce ne scusiamo con gli affezionati lettori.
Carlo Ciccaglioni
Questa storia si fa lunga.
Nel luglio scorso FAND e FISH, le due federazioni che raccolgono molte associazioni di disabili, furono le protagoniste di una riuscita mobilitazione in difesa dei diritti delle persone con disabilità. Ora, a distanza di tre mesi dalla conversione di quel decreto legge, l’INPS ha emanato le “Linee Guida operative per l’invalidità civile” a cui dovrebbero attenersi i medici dell’INPS nell’esame delle nuove domande di invalidità. Queste indicazioni di fatto riprendono – in via amministrativa – i tentativi, che si speravano scongiurati, di restringere i criteri di concessione dell’indennità di accompagnamento. Le “Linee Guida” intervengono limitando il concetto di autonomia nella deambulazione e la definizione di atti quotidiani della vita, escludendo così molti soggetti dal riconoscimento del diritto alla pensione.
Contemporaneamente, con note interne, l’INPS ha rintrodotto le visite di controllo anche quando la Commissione ASL (all’interno della quale comunque c’è un medico nominato dall’INPS) si sia espressa in modo unanime sulla grave disabilità.Oltre allo spreco di risorse pubbliche, questo creerà notevoli disagi a molti cittadini con disabilità e alle loro famiglie.
Tutto questo è un fatto gravissimo perché l’INPS ha agito dopo che il governo aveva ritirato gli emendamenti in seguito alla manifestazione in piazza Montecitorio, organizzata a luglio.
La storia non è ancora finita: Il Carlino titola in ottobre: “Disabili adulti, l’Ausl sospende i buoni taxi: «inaccettabile» Restano a piedi 233 famiglie. La decisione dovuta alla «ridistribuzione delle risorse» e a «finanziamenti non in crescita».
Si tratta di piccole cifre per le risorse della collettività (62 euro al mese per il tempo libero e 124 per andare al lavoro), ma per la maggior parte dei disabili rappresenta un grande aiuto alla mobilità, tenendo presente che è difficile per loro utilizzare i trasporti pubblici.
La seconda notizia grave riguarda l’aumento delle tariffe postali che ricade sulle associazioni come la nostra.
Il Decreto Interministeriale del 30 marzo scorso, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 75 del 31 marzo, ed in vigore già dal 1º aprile, ha di fatto cancellato uno dei pochi sostegni di cui poteva godere l’editoria del terzo settore e dell’associazionismo: le tariffe postali agevolate. A seguito di un’importante mobilitazione, che ha visto il forte impegno del Forum del III Settore, sembrava essere stata raggiunta una seppur temporanea soluzione, attraverso una copertura di 30 milioni di euro prevista dal cosiddetto “decreto incentivi” (D.L.40/2010, convertito dalla Legge 73/2010), e rimandata ad un ulteriore decreto interministeriale che ancora non è diventato esecutivo. A causa di tutto ciò l’AIAS si è trovata nella situazione di ridurre la spedizione del notiziario, ce ne scusiamo con gli affezionati lettori.
Carlo Ciccaglioni
venerdì 10 settembre 2010
Furbi & Furbetti
Noi italiani siamo sempre stati, come diceva qualcuno, un popolo di eroi, di santi e di navigatori. Poi negli anni ’70 i nostri politici scoprirono la “questione morale”, naturalmente riguarda soltanto i nostri avversari di partito, di associazione o di “cortile”. Da ultimi su questa lunghezza d’onda troviamo i “furbi e furbetti del quartierino” di Antonio Di Pietro. A chi possiede ancora uno straccio di lucidità risulta evidente che per superare l’attuale situazione di stallo etico, prima che politico, occorre che ciascuno riscopra una cosuccia che abbiamo confinato nel mondo dei ricordi, o al massimo in quello privato. Sto pensando alla buona pratica dell’esame di coscienza, chi è senza peccato scagli la prima pietra! Non si tratta di fare del moralismo a buon mercato ma di ricordarsi che un mio abuso presto o tardi finisce per ledere un diritto, magari anche a me stesso. Sarà capitato a molti di noi di trovare tutti i parcheggi per handy del supermercato occupati. Magari il giorno prima avevamo “prestato” il nostro contrassegno auto a una amica perché potesse parcheggiare meglio andando allo spettacolo di Grillo sui grandi abusi della Telecom. Presto forse vedremo il contrassegno auto con la foto segnaletica del disabile intestatario di questo documento, quasi fosse il passaporto.
Ma come tutti sappiamo bene quello che ho appena fatto è soltanto un esempio fra i tanti possibili di situazioni una agevolazione usata impropriamente si trasforma in un abuso e quindi in un danno per qualcuno. Ciò presto o tardi si ritorcerà come un boomerang sui destinatari onesti della agevolazione iniziale.
Naturalmente spesso le cose non sono così lineari da essere riconducibili alla sommatoria di comportamenti individuali disonesti ma per la rilevanza che possono assumere i contorni di fenomeni complessi che possono venire realizzati solo se diventano fenomeni collettivi e quindi organizzati. Sto pensando al triste fenomeno dei falsi invalidi, per i quali un numero enorme di persone usufruiscono impropriamente dei benefici che la legislazione prevede per le persone invalide/disabili, quest'abuso è diventato un alibi per non adeguare le nostre previdenze a quelle minime dei pensionati per vecchiaia; Quanti hanno rapporti con il mondo dei disabili ricorderanno il clamore suscitato strumentalmente dalle dichiarazioni del ministro Tremonti che tentava di legittimare la sua proposta di riduzione dei beneficiari del varie indennità destinate alle persone invalide, affermando che i falsi invalidi sono la causa del debito pubblico italiano. Sicuramente questa affermazione è stata strumentalmente esagerata però è indubbio che questo malcostume tipicamente italiano vada ridimensionato.
Per far ciò dubito che sia utile la campagna di controlli in atto che comunque potrà avere i suoi frutti solo se le associazioni e le loro federazioni si decideranno a impegnarsi seriamente per debellare questo triste fenomeno come la manovra finanziaria ha inequivocabilmente dimostrato che danneggia le persone realmente disabili.
È utile ricordare che la nostra classe politica, nessuno escluso, che ora si straccia le vesti di fronte ai falsi invalidi ha grosse responsabilità perché le pensioni d’invalidità sono state usate da un lato come sostitute di sussidi di disoccupazione dall’altra come “regalie” da spendere sul triste mercato del voto di scambi.
Ben venga un po’ di rigore, ma per tutti, e non soltanto per qualcuno. Ben vengano i tagli alla spesa pubblica, se servissero per iniziare a mettere ordine in questo campo, ma senza demagogie e soprattutto evitare di criminalizzare una categoria come quella disabili che ha il torto di incarnare la sofferenza che la cultura dominante nega sistematicamente.
Pierino il Lupo
(una persona disabile che ha una lunga esperienza nel mondo dell’associazionismo di categoria)
Ma come tutti sappiamo bene quello che ho appena fatto è soltanto un esempio fra i tanti possibili di situazioni una agevolazione usata impropriamente si trasforma in un abuso e quindi in un danno per qualcuno. Ciò presto o tardi si ritorcerà come un boomerang sui destinatari onesti della agevolazione iniziale.
Naturalmente spesso le cose non sono così lineari da essere riconducibili alla sommatoria di comportamenti individuali disonesti ma per la rilevanza che possono assumere i contorni di fenomeni complessi che possono venire realizzati solo se diventano fenomeni collettivi e quindi organizzati. Sto pensando al triste fenomeno dei falsi invalidi, per i quali un numero enorme di persone usufruiscono impropriamente dei benefici che la legislazione prevede per le persone invalide/disabili, quest'abuso è diventato un alibi per non adeguare le nostre previdenze a quelle minime dei pensionati per vecchiaia; Quanti hanno rapporti con il mondo dei disabili ricorderanno il clamore suscitato strumentalmente dalle dichiarazioni del ministro Tremonti che tentava di legittimare la sua proposta di riduzione dei beneficiari del varie indennità destinate alle persone invalide, affermando che i falsi invalidi sono la causa del debito pubblico italiano. Sicuramente questa affermazione è stata strumentalmente esagerata però è indubbio che questo malcostume tipicamente italiano vada ridimensionato.
Per far ciò dubito che sia utile la campagna di controlli in atto che comunque potrà avere i suoi frutti solo se le associazioni e le loro federazioni si decideranno a impegnarsi seriamente per debellare questo triste fenomeno come la manovra finanziaria ha inequivocabilmente dimostrato che danneggia le persone realmente disabili.
È utile ricordare che la nostra classe politica, nessuno escluso, che ora si straccia le vesti di fronte ai falsi invalidi ha grosse responsabilità perché le pensioni d’invalidità sono state usate da un lato come sostitute di sussidi di disoccupazione dall’altra come “regalie” da spendere sul triste mercato del voto di scambi.
Ben venga un po’ di rigore, ma per tutti, e non soltanto per qualcuno. Ben vengano i tagli alla spesa pubblica, se servissero per iniziare a mettere ordine in questo campo, ma senza demagogie e soprattutto evitare di criminalizzare una categoria come quella disabili che ha il torto di incarnare la sofferenza che la cultura dominante nega sistematicamente.
Pierino il Lupo
(una persona disabile che ha una lunga esperienza nel mondo dell’associazionismo di categoria)
martedì 10 agosto 2010
Vacanze a villa Borromeo
Ciao a tutti
Quest'anno ho preso parte per il secondo anno consecutivo alla vacanza organizzata dall'AIAS Bologna onlus con gli operatori della cooperativa Rosa Blu
Apro questo mio scritto ringraziando subito Margherita, la mia operatrice, con cui ho instaurato un dialogo alla pari, io fatico a pensare che gli operatori siano solo operatori e basta. In questa ottica mi sono accorto che il rapporto con queste persone diviene se ben interpretato da entrambe le parti un rapporto dove dove non c'è chi esegue desideri e chi ordina ma un rapporto dove tutte le parti in causa possono nel medesimo tempo apprendere e scambiare esperienze che servono per le singole crescite di vita.
In questa l'operatore non si deve annullare come spesso si sente dire per accontentare i desideri dell'ospite.
Infatti anche l'ospite deve essere attento ai desideri del operatore perché altrimenti va a finire che la persona disabile non si responsabilizza mai
Una delle prime frasi che io sottolineo nel rapporto con queste persone che io vorrei che non sentissero il peso del lavoro che stanno compiendo solo come esperienza lavorativa e basta sono io che devo stare attento a non cadere sono io che devo stare attento alle mie gambe e alle potenzialità che le gambe offrono e queste potenzialità non vanno mai disperse.
Seguendo questo filo conduttore tutte le decisioni sul dove andare venivano prese seguendo le inclinazioni a me è piaciuto far vedere a Margherita oltre mare visto che lo scorso anno non aveva potuto vederlo.
A Oltre Mare abbiamo visto un interessante film in tre D sulla evoluzione del tirex su cui paleontologi ed archeologi svolgono studi per vedere perché si sono estinti.
In un giorno di pioggia quando non era possibile andare al mare che in piscina abbiamo visto tutti insieme un divertente film: Amici miei atto primo.
Altra sosta molto interessante che nella vita normale di tutti i giorni ho poche possibilità di effettuare è stata quella del mercato dove ho potuto acquistare alcuni regali per amici a Bologna.
Abbiamo poi visitato un interessante mostra fotografica di Ghirri e Giacomelli, due tra i più noti autori fotografici italiani che hanno felicemente illustrato alcune realtà della pianura padana negli anni settanta.
Un ringraziamento anche a Massimo e Michele miei compagni di camera.
Marco Mignardi
lunedì 5 luglio 2010
Giro turistico a Bologna con il Bus aperto
Con alcuni ragazzi e volontari del tempo libero aias ci siamo gradevolmente divertiti a fare una passeggiata incontrando tutto il percorso artistico di Bologna con l’autobus che l’azienda di trasporto pubblico mette a disposizione dei turisti e dei bolognesi.
Siamo partiti dalla stazione con prima tappa in strada Maggiore dove a Palazzo Isolani è situata la biblioteca di uno dei più grandi poeti italiani dell’ottocento. Questo poeta ha rappresentato uno dei maggiori interpreti del malinconia ottocentesca, ha ben rappresentato la vita bucolica del suo tempo attraverso versi poetici che hanno fornito lustro alla città di Bologna, è stato in contatto con le avanguardie della poesia italiana e internazionale del suo tempo come Giovanni Pascoli. Il suo nome è Giuseppe Carducci (1865 - 1937, ha ricevuto il premio nobel nel millenovecentosei) che ha vissuto molta parte della sua vita nella nostra città.
Abbiamo quindi incontrato la basilica di S Petronio basilica che originariamente doveva diventare una basilica molto grande poi i lavori furono sospesi è dedicata al vescovo patrono di questo vissuto nei primi secoli dell’era cristiana.
Per la sua costruzione furono utilizzati tutte le tecniche più avanzate per l’epoca e contiene le reliquie del Vescovo patrono di questa città.
Un'altra chiesa a cui bolognesi sono particolarmente devoti diceva la guida turistica è chiesa intitolata alla Santa Caterina che contiene il suo corpo ancora rimasto intatto anche dopo il devastante bombardamento del mese d’ottobre del mille novecentoquarantaquattro.
Dopo nella tappa seguente ci siamo recati nella Piazza Santo Stefano, detta delle sette chiese, anche se la guida turistica si è soffermata soltanto alla descrizione di tre chiese. La prima molto spoglia in epoca romanica la seconda che in epoca differente e fa riferimento al san sepolcro costruita nel periodo storico delle crociate. La terza chiesa è costruita in epoca posteriore e prepara l’entrata al rinascimento
Ci siamo poi recati in Piazza S.Domenica dove è rappresentato uno dei maggiori templi di questa città in stile gotico è un tempio che contiene le spoglie di San Domenico. L’architettura che s’innalza verso Dio costituisce uno dei maggiori esempi architettonici per l’epoca.
La piazza è costruita su un quadrato ed è metà dei cittadini bolognesi dei turisti che visitano questa città.Nelle vicinanze sono situate le tombe dei glossatori che erano i giuristi del tempo ed erano riconosciuti come autorità in tal materia
Bologna è denominata la città fluviale vi sono sorgenti e canali sotterreranei che scorrono collateralmente al fiume Reno. Questa Bologna sotterranea me l’ha fatta scoprire lo scorso anno una volontaria del tempo libero aias, in via piella c'è un punto dove si vedeuno dei canali.
Uno dei polmoni verdi di questa città è rappresentato dai Giardini Margherita, che furono donati dalla regina margherita in visita sono dotati di un ampio laghetto e sono una tappa divertente per bambini piccoli che scoprono alcuni animali che in città altrimenti non potrebbero vedere.
Abbiamo quindi intrapreso la salita al colle della guardia in cui è venerata la beata immagina della Madonna di S Luca che con i suoi quattro chilometri di portici per arrivare al santuario a piedi costituisce una fonte di riflessione per credenti e non credenti in visita a questa città.
Da questo punto si può avere uno spettacolo che mostra il panorama di tutta la città nel suo complesso.
Una caratteristica importante di questa città è che racchiude forse l’università più importante del mondo e il primo esempio di campus universitario italiano. Lo ha detto la nostra guida turistica. La città ha un rapporto privilegiato con il mondo studentesco con cui insatura, un dialogo cercando di capire e interpretare le attese else speranze, che vanno proponendo con sensibilità vivacità e attenzione.
Non posso chiudere questo scritto senza prima di aver aver ricordato come ha detto la guida le ottanta cinque vittime e i duecento feriti della strage alla stazione di Bologna avvenuta il due agosto mille novecento ottanta e di cui quest’anno ricorre il trentesimo anniversario.
Ringrazio Umberto, Giovanni, Bruno e la sua mamma, Mauricio e Silvestro
Siamo partiti dalla stazione con prima tappa in strada Maggiore dove a Palazzo Isolani è situata la biblioteca di uno dei più grandi poeti italiani dell’ottocento. Questo poeta ha rappresentato uno dei maggiori interpreti del malinconia ottocentesca, ha ben rappresentato la vita bucolica del suo tempo attraverso versi poetici che hanno fornito lustro alla città di Bologna, è stato in contatto con le avanguardie della poesia italiana e internazionale del suo tempo come Giovanni Pascoli. Il suo nome è Giuseppe Carducci (1865 - 1937, ha ricevuto il premio nobel nel millenovecentosei) che ha vissuto molta parte della sua vita nella nostra città.
Abbiamo quindi incontrato la basilica di S Petronio basilica che originariamente doveva diventare una basilica molto grande poi i lavori furono sospesi è dedicata al vescovo patrono di questo vissuto nei primi secoli dell’era cristiana.
Per la sua costruzione furono utilizzati tutte le tecniche più avanzate per l’epoca e contiene le reliquie del Vescovo patrono di questa città.
Un'altra chiesa a cui bolognesi sono particolarmente devoti diceva la guida turistica è chiesa intitolata alla Santa Caterina che contiene il suo corpo ancora rimasto intatto anche dopo il devastante bombardamento del mese d’ottobre del mille novecentoquarantaquattro.
Dopo nella tappa seguente ci siamo recati nella Piazza Santo Stefano, detta delle sette chiese, anche se la guida turistica si è soffermata soltanto alla descrizione di tre chiese. La prima molto spoglia in epoca romanica la seconda che in epoca differente e fa riferimento al san sepolcro costruita nel periodo storico delle crociate. La terza chiesa è costruita in epoca posteriore e prepara l’entrata al rinascimento
Ci siamo poi recati in Piazza S.Domenica dove è rappresentato uno dei maggiori templi di questa città in stile gotico è un tempio che contiene le spoglie di San Domenico. L’architettura che s’innalza verso Dio costituisce uno dei maggiori esempi architettonici per l’epoca.
La piazza è costruita su un quadrato ed è metà dei cittadini bolognesi dei turisti che visitano questa città.Nelle vicinanze sono situate le tombe dei glossatori che erano i giuristi del tempo ed erano riconosciuti come autorità in tal materia
Bologna è denominata la città fluviale vi sono sorgenti e canali sotterreranei che scorrono collateralmente al fiume Reno. Questa Bologna sotterranea me l’ha fatta scoprire lo scorso anno una volontaria del tempo libero aias, in via piella c'è un punto dove si vedeuno dei canali.
Uno dei polmoni verdi di questa città è rappresentato dai Giardini Margherita, che furono donati dalla regina margherita in visita sono dotati di un ampio laghetto e sono una tappa divertente per bambini piccoli che scoprono alcuni animali che in città altrimenti non potrebbero vedere.
Abbiamo quindi intrapreso la salita al colle della guardia in cui è venerata la beata immagina della Madonna di S Luca che con i suoi quattro chilometri di portici per arrivare al santuario a piedi costituisce una fonte di riflessione per credenti e non credenti in visita a questa città.
Da questo punto si può avere uno spettacolo che mostra il panorama di tutta la città nel suo complesso.
Una caratteristica importante di questa città è che racchiude forse l’università più importante del mondo e il primo esempio di campus universitario italiano. Lo ha detto la nostra guida turistica. La città ha un rapporto privilegiato con il mondo studentesco con cui insatura, un dialogo cercando di capire e interpretare le attese else speranze, che vanno proponendo con sensibilità vivacità e attenzione.
Non posso chiudere questo scritto senza prima di aver aver ricordato come ha detto la guida le ottanta cinque vittime e i duecento feriti della strage alla stazione di Bologna avvenuta il due agosto mille novecento ottanta e di cui quest’anno ricorre il trentesimo anniversario.
Ringrazio Umberto, Giovanni, Bruno e la sua mamma, Mauricio e Silvestro
giovedì 10 giugno 2010
Una domenica con l'Associazione "Dolce Vita onlus" - 2
I posti seduti per le persone normodotate erano due panche su entrambi i lati della barca.
Abbiamo visitato l’isola di Murano dove ci sono delle casette di colore giallo acceso.
Qui, sull’isola, c’era una piazza e una signora ci ha fatto da mangiare: dei panini.
Andare in barca è emozionante perché quando ci sono le onde mi piace a me perché mi rilassa perché mi sento cullato come un bimbo piccolo.
Il cielo era azzurro, ma quando siamo tornati a terra, a sera, ha piovuto un pochino.
A Bologna siamo tornati alle 20.00.
Adriano
lunedì 7 giugno 2010
Visita guidata agli elicotteri della Polizia
Ciao a tutti
Eccomi di nuovo qui per raccontare un esperienza che coniuga aspetti normali e di vita ordinaria come quella legata alla vita di tutti gli abitanti di questo pianeta e aspetti un poco straordinari collegati ala esperienza del volo anche se in questa occasione nessuno di noi ha preso il volo.
Sabato con un gruppo di persone della casa Famiglia S Agostino ci siamo recati presso il terzo dipartimento della Polizia di Stato che ci ha mostrato la loro dotazione di mezzi aerei nella fattispecie tre elicotteri adibiti a tutte le manifestazione pubbliche di un certo interesse sia sportivo che ricreativo che politico per il mantenimento dell'ordine pubblico nella regione Emilia Romagna e in questa città.
Michele uno degli addetti della Polizia di Stato ha spiegato che l'elicottero si compone di tre parti un rotore primario che serve per stabilizzare l'apparecchio ed evitare che perda quota quando arriva in aria.
Secondariamente vi è poi un rotore secondario che serve per stabilizzare la direzione che l'apparecchio deve prendere quando è in volo se non ho compreso male questo rotore serve per orientare la direzione del percorso che l'apparecchio dovrà effettuare.
Abbiamo poi in terza istanza il velino che serve per orientare la direzione del vento se non ho male interpretato ciò che Michele voleva comunicare
Abbiamo quindi avuto l'opportunità di vedere il decollo di un apparecchio in partenza per una missione a Rimini.
Ognuno di noi ha poi avuto l'opportunità di salire dentro e vedere dentro l'elicottero io mi posizionato nel sedile dietro e così potuto osservare la gran quantità di comandi che il pilota ha a sua disposizione per governare l'apparecchio.
Maurizio si è divertito con la sua macchina fotografica a fare parecchie fotografie.
Prima della conclusione con un breve spuntino abbiamo fatto una foto di gruppo.
Ringrazio cordialmente tutto il personale della Polizia che ha acconsentito a questa mattinata con la possibilità di guardare la tecnologia che aiuta la Polizia di Stato nello svolgimento del lavoro ordinario di tutti i giorni.
Marco Mignardi
Eccomi di nuovo qui per raccontare un esperienza che coniuga aspetti normali e di vita ordinaria come quella legata alla vita di tutti gli abitanti di questo pianeta e aspetti un poco straordinari collegati ala esperienza del volo anche se in questa occasione nessuno di noi ha preso il volo.
Sabato con un gruppo di persone della casa Famiglia S Agostino ci siamo recati presso il terzo dipartimento della Polizia di Stato che ci ha mostrato la loro dotazione di mezzi aerei nella fattispecie tre elicotteri adibiti a tutte le manifestazione pubbliche di un certo interesse sia sportivo che ricreativo che politico per il mantenimento dell'ordine pubblico nella regione Emilia Romagna e in questa città.
Michele uno degli addetti della Polizia di Stato ha spiegato che l'elicottero si compone di tre parti un rotore primario che serve per stabilizzare l'apparecchio ed evitare che perda quota quando arriva in aria.
Secondariamente vi è poi un rotore secondario che serve per stabilizzare la direzione che l'apparecchio deve prendere quando è in volo se non ho compreso male questo rotore serve per orientare la direzione del percorso che l'apparecchio dovrà effettuare.
Abbiamo poi in terza istanza il velino che serve per orientare la direzione del vento se non ho male interpretato ciò che Michele voleva comunicare
Abbiamo quindi avuto l'opportunità di vedere il decollo di un apparecchio in partenza per una missione a Rimini.
Ognuno di noi ha poi avuto l'opportunità di salire dentro e vedere dentro l'elicottero io mi posizionato nel sedile dietro e così potuto osservare la gran quantità di comandi che il pilota ha a sua disposizione per governare l'apparecchio.
Maurizio si è divertito con la sua macchina fotografica a fare parecchie fotografie.
Prima della conclusione con un breve spuntino abbiamo fatto una foto di gruppo.
Ringrazio cordialmente tutto il personale della Polizia che ha acconsentito a questa mattinata con la possibilità di guardare la tecnologia che aiuta la Polizia di Stato nello svolgimento del lavoro ordinario di tutti i giorni.
Marco Mignardi
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