Sabato scorso con Luciano e Alberto è andato a vedere una struttura per vacanza per persone disabili a Bibbione gestita da una cooperativa che si propone di poter diventare un alternativa alle vacanze che ormai da diversi anni si vivono a Pesaro
Bibbione è una località che si trova in Friuli vicino a Trieste e alla Slovenia. Devo dire subito che l’impatto con il mare d’inverno a me non piace molto già fatico ad avere un buon rapporto con il mare in figuriamoci d’inverno
Questa cooperativa è formata da operatori e volontari che hanno un apporto di uno a due in pratica due operatori e una persona diversamente abile come si usa dire oggi
La parte della struttura che ho potuto vedere quella a piano, terra era formata da sala da pranzo molto ampia contiene settanta cinque persone che sono il numero massimo di capienza per ogni turno
Altra caratteristica rispetto a Pesaro è l’accesso diretto al mare senza dover usare come accade a Pesaro il pulmino per raggiungere la spiaggia
Anche questa cooperativa come la Rosa blu favorisce le attività che si svolgono con i ragazzi disabili e è posto l’accento sullo spirito di comunità da vivere durante il turno
A questo punto può essere interessante osservare che l’ambiente di riferimento per recuperare i volontari che per altro hanno un’età molto variegata suddivisa in tre fasce diciotto venticinque anni venti sei trenta cinque e oltre i trenta cinque anni viene da loro trovato prevalentemente nel mondo cattolico
Il mio pensiero è stato sempre quello che quando è possibile anche la persona disabile deve sentirsi corresponsabile della vita degli operatori e questo per ricreare un clima dove la persona disabile non è semplicemente fruitore di un servizio ma diviene sempre più uomo e protagonista della sua vita
Marco Mignardi
martedì 21 febbraio 2012
mercoledì 1 febbraio 2012
50 ANNI PARODIA SEMI SERIA DI UN COMPLEANNO
In un giorno un po’ cosi con un espressione un po’ cosi che abbiamo noi nati a Bologna con un verbale un po’ cosi quasi e adesso facciamo divertita memoria della nostra storia.
Accompagnati da due comici che per una volta ironizzano ed esaltano con fantasia la storia dei primi soci ridere ci fanno dimenticare si può il lato problematico della diversità per ricordare con ogni serenità il cammino che nel tempo compiuto.
Questi due comici hanno inventato a sproposito tanti personaggi con un pizzico di goliardia ma alla fine di gare di fantasia la realtà era aggiudicata da persone in carne ed ossa che con pazienza ed innovazione nel corso del tempo hanno fatto si che questa associazione non perdesse l’occasione di seguire passo tutta la vita del socio un po’ spaesato che può venir dimenticato in società che dimentica le diversità.
Nei primi anni consiglieri e presidente dovevano lottare per veder riconosciuti diritti che a tutti sembrano dovuti ma che quando a si devono applicare alla diversità la bocca aperta fanno spalancare ed una Oh di meraviglia intuizioni a viario titolo hanno imparato noi un contributo a questa società abbim portato.
Nel corso dei decenni prima a scuola ne vari accesso a tutti i gradi d’istruzioni abbiamo avuto cominciando a far pensare a questa città che non perso chi nasce un po’ diverso ma bisogna saper ascoltare le esigenze se la società vuoi migliorare e la vita di tutti rasserenare.
Il tema dibatte che rimane un po’ scoperto è quale spazio d’autonomia si offre alla persona disabile quando il genitore va via la cosa da imparare che da lui tutto non può fare e l’aiuto degli altri alla fine dovrà sperimentare e l’autonomia della persona potenziare per lasciar continuare la vita senza offrire l’istituzionalizzazione come unica soluzione.
Biblioteca e centro ausili tempo libero sport equestre è tutte attività che hanno portato l’associazione alla maggiore età senza dimenticare la domiciliare assistenza che ha contribuito il genitore a sollevare e ha fatto conoscere a tanta la diversità a tanta gente in maniera enigmatica e divertente.
Il don un in maniera originale ha ricordato che una chiave per un sereno incontro con il Creatore di questo mondo sta nel non aver mai fretta e se andar vorrai la nostra umanità ascolterai e felice adesso e dopo tu sarai.
Marco Mignardi
Accompagnati da due comici che per una volta ironizzano ed esaltano con fantasia la storia dei primi soci ridere ci fanno dimenticare si può il lato problematico della diversità per ricordare con ogni serenità il cammino che nel tempo compiuto.
Questi due comici hanno inventato a sproposito tanti personaggi con un pizzico di goliardia ma alla fine di gare di fantasia la realtà era aggiudicata da persone in carne ed ossa che con pazienza ed innovazione nel corso del tempo hanno fatto si che questa associazione non perdesse l’occasione di seguire passo tutta la vita del socio un po’ spaesato che può venir dimenticato in società che dimentica le diversità.
Nei primi anni consiglieri e presidente dovevano lottare per veder riconosciuti diritti che a tutti sembrano dovuti ma che quando a si devono applicare alla diversità la bocca aperta fanno spalancare ed una Oh di meraviglia intuizioni a viario titolo hanno imparato noi un contributo a questa società abbim portato.
Nel corso dei decenni prima a scuola ne vari accesso a tutti i gradi d’istruzioni abbiamo avuto cominciando a far pensare a questa città che non perso chi nasce un po’ diverso ma bisogna saper ascoltare le esigenze se la società vuoi migliorare e la vita di tutti rasserenare.
Il tema dibatte che rimane un po’ scoperto è quale spazio d’autonomia si offre alla persona disabile quando il genitore va via la cosa da imparare che da lui tutto non può fare e l’aiuto degli altri alla fine dovrà sperimentare e l’autonomia della persona potenziare per lasciar continuare la vita senza offrire l’istituzionalizzazione come unica soluzione.
Biblioteca e centro ausili tempo libero sport equestre è tutte attività che hanno portato l’associazione alla maggiore età senza dimenticare la domiciliare assistenza che ha contribuito il genitore a sollevare e ha fatto conoscere a tanta la diversità a tanta gente in maniera enigmatica e divertente.
Il don un in maniera originale ha ricordato che una chiave per un sereno incontro con il Creatore di questo mondo sta nel non aver mai fretta e se andar vorrai la nostra umanità ascolterai e felice adesso e dopo tu sarai.
Marco Mignardi
lunedì 30 gennaio 2012
La Rosa blu d’inverno
Questo sembrerebbe il titolo di un avvincente romanzo d’avventura è invece il mio titolo che riservato ad un interessante seminario a cui ha partecipato a Pesaro con Luciano Renzo e Marilea un’operatrice che ho conosciuto negli scorsi anni e che lavora durante il periodo estivo con questa cooperativo
Questa cooperativa è molto attiva in Veneto Emilia Romagna Lombardia e Marche con questa cooperativa l’aias della mia città Bologna organizza dal duemila due le vacanze per noi persone portatrici di disabilita
David responsabile amministrativo dei soggiorni in fase iniziale ha dato il numero dei vari partecipanti a questo tipo di soggiorno
In questo quadro la cooperativa ha ricordato il decennale d’attività di turismo sociale a questo incontro erano presenti tra gli altri un rappresentante del comune di Pesaro che sottolineato il grande stimolo per la collettività di Pesaro e come questa cooperativa con le persone disabili ha svolto un ottimo approccio con le strutture presenti e operanti nel tessuto cittadino
Una persona di un’associazione del territorio ha poi sottolineato il grande impatto positivo che la presenza delle persone disabili e come questo abbia aperto delle sensibilità che la città di Pesaro ha sviluppato nel corso di questi anni favorendo tra l’altro anche le strutture oltre la città come spiagge e accessibilità ai vari luoghi come musei luoghi di ritrovo a vario titolo parchi
Un ulteriore domanda a cui questo seminario ha tentato di dare una risposta affermativa è stata è stata la riflessione sullo spazio in tempi di grave crisi economica come quelli attuali che vedono un grosso ripensamento su tutto il Welfare e si detto a più riprese che c’è bisogno di maggiore razionalità delle risorse economiche appunto in funzione di una riduzione che si profila assai senbile nel corso dei prossimi anni
Il dato che pareva emergere con maggiore evidenza, resta il fatto culturale che va oltre il puro dato di carattere economico tutti gli interventi a vario titolo si sono chiesti a più riprese se c’era spazio per turismo solidale
La risposta è stata affermativa seppure con diverse sfumature tutti hanno dichiarato che questo tipo di turismo oltre ad essere una risorsa non un problema perché richiama l’attenzione su realtà sociali che può nel tempo portare a cambiamento strutturale della società
Il presidente della Rosa blu a questa riflessione seminario aveva invitato anche il Vescovo della diocesi di Pesaro il quale pur non escludendo le varie motivazioni umane dei singoli operatori che possono ritrovarsi a svolgere questo tipo di lavoro fuori della fede religiosa ha posto giustamente l’accento su quella che è la speranza che viene dalla fede
A questo punto della riflessione io vorrei porre l’accento su una parola che ha avuto una rilevanza particolare bisogna secondo me andare oltre il puro dato economico che resta importante ma che da solo non basta a giustificare la motivazione che ti porta a scegliere questo tipo di lavoro con i coinvolgimenti emotivi e psicologici che un lavoro di questo tipo inevitabilmente comporta
Ritengo molto interessante da parte delle persone disabili l’essere rese per quanto possibile coinvolte in discorso di parità per rendere responsabile la persona che deve sentire delle strade autonome dove questo sia possibile per una maggiore soddisfazione del soggiorno così come vita ordinaria di tutti i giorni la dove si vive
In conclusione dopo tre anni di stile Rosa blu e non senza aver avuto dubbi almeno in fase iniziale il primo anno approvo e affermo che la vacanza con me di tutti gli operatori sono vacanza alla pari dove anch’io sono partecipe e si cresce nella consapevolezza di aver creato un rapporto che possa accrescere la vita e le motivazioni degli operatori e delle persone disabili
Marco Mignardi
Questa cooperativa è molto attiva in Veneto Emilia Romagna Lombardia e Marche con questa cooperativa l’aias della mia città Bologna organizza dal duemila due le vacanze per noi persone portatrici di disabilita
David responsabile amministrativo dei soggiorni in fase iniziale ha dato il numero dei vari partecipanti a questo tipo di soggiorno
In questo quadro la cooperativa ha ricordato il decennale d’attività di turismo sociale a questo incontro erano presenti tra gli altri un rappresentante del comune di Pesaro che sottolineato il grande stimolo per la collettività di Pesaro e come questa cooperativa con le persone disabili ha svolto un ottimo approccio con le strutture presenti e operanti nel tessuto cittadino
Una persona di un’associazione del territorio ha poi sottolineato il grande impatto positivo che la presenza delle persone disabili e come questo abbia aperto delle sensibilità che la città di Pesaro ha sviluppato nel corso di questi anni favorendo tra l’altro anche le strutture oltre la città come spiagge e accessibilità ai vari luoghi come musei luoghi di ritrovo a vario titolo parchi
Un ulteriore domanda a cui questo seminario ha tentato di dare una risposta affermativa è stata è stata la riflessione sullo spazio in tempi di grave crisi economica come quelli attuali che vedono un grosso ripensamento su tutto il Welfare e si detto a più riprese che c’è bisogno di maggiore razionalità delle risorse economiche appunto in funzione di una riduzione che si profila assai senbile nel corso dei prossimi anni
Il dato che pareva emergere con maggiore evidenza, resta il fatto culturale che va oltre il puro dato di carattere economico tutti gli interventi a vario titolo si sono chiesti a più riprese se c’era spazio per turismo solidale
La risposta è stata affermativa seppure con diverse sfumature tutti hanno dichiarato che questo tipo di turismo oltre ad essere una risorsa non un problema perché richiama l’attenzione su realtà sociali che può nel tempo portare a cambiamento strutturale della società
Il presidente della Rosa blu a questa riflessione seminario aveva invitato anche il Vescovo della diocesi di Pesaro il quale pur non escludendo le varie motivazioni umane dei singoli operatori che possono ritrovarsi a svolgere questo tipo di lavoro fuori della fede religiosa ha posto giustamente l’accento su quella che è la speranza che viene dalla fede
A questo punto della riflessione io vorrei porre l’accento su una parola che ha avuto una rilevanza particolare bisogna secondo me andare oltre il puro dato economico che resta importante ma che da solo non basta a giustificare la motivazione che ti porta a scegliere questo tipo di lavoro con i coinvolgimenti emotivi e psicologici che un lavoro di questo tipo inevitabilmente comporta
Ritengo molto interessante da parte delle persone disabili l’essere rese per quanto possibile coinvolte in discorso di parità per rendere responsabile la persona che deve sentire delle strade autonome dove questo sia possibile per una maggiore soddisfazione del soggiorno così come vita ordinaria di tutti i giorni la dove si vive
In conclusione dopo tre anni di stile Rosa blu e non senza aver avuto dubbi almeno in fase iniziale il primo anno approvo e affermo che la vacanza con me di tutti gli operatori sono vacanza alla pari dove anch’io sono partecipe e si cresce nella consapevolezza di aver creato un rapporto che possa accrescere la vita e le motivazioni degli operatori e delle persone disabili
Marco Mignardi
lunedì 14 novembre 2011
Storia e versetti struggenti su una manifestazione che ricorda anni ruggenti
Quattro minuti che a dir cosi, sembrano volare nel pensiero di un fine ottobre, ci vede riuniti popolo quasi invisibile a dire sempre le stesse idee: integrazione, socialità, anche se questa pare una novità per questi tempi di finanza ristretta la persona disabile la mettiamo come in una borsetta.
Lo nascondiamo e dalle scuole il sostegno togliamo, anche se non impara, non è poi un gran danno, in fondo quasi nessuno reclama che la persona con disabilita abbia pari opportunità di cultura, per integrarsi e cambiare da dentro questa società e rendere a ciascuno le sue opportunità con pari dignità.
In questi tempi di grande competitività, per noi lavorare può diventare una grande delusione l’idea corrente di quasi tutta la gente è che in fondo tutto può apparire come distrutto e sembrare una grande illusione invece il mio pensiero va non solo al denaro ma alla soddisfazione con queste righe di aver fatto pensare la città che oggi partecipa e vuole sapere come si vive nella quotidianità con la diversità e a far imparare che si può scherzare e ironizzare senza banalità insegnando ad adulti e bambini che la diversità non è una cattiva fatalità ma può risultare un’opportunità felice da incontrare se le tue potenzialità vuoi sviluppare.
Amore negato indipendenza negata vita che appare solo istituzionalizzata invece in autonomia va considerata è un pensiero rubato a un concetto di normalità che si fa a volte troppo distrarre dalla pubblicità io non voglio sfasciare nessuna vetrina ma vorrei ricordare a tutti i politici di non mettere in cantina le persone che stanno in carrozzina e ricordando che scarsità anche pèr noi può far rima con equità.
Marco Mignardi
Lo nascondiamo e dalle scuole il sostegno togliamo, anche se non impara, non è poi un gran danno, in fondo quasi nessuno reclama che la persona con disabilita abbia pari opportunità di cultura, per integrarsi e cambiare da dentro questa società e rendere a ciascuno le sue opportunità con pari dignità.
In questi tempi di grande competitività, per noi lavorare può diventare una grande delusione l’idea corrente di quasi tutta la gente è che in fondo tutto può apparire come distrutto e sembrare una grande illusione invece il mio pensiero va non solo al denaro ma alla soddisfazione con queste righe di aver fatto pensare la città che oggi partecipa e vuole sapere come si vive nella quotidianità con la diversità e a far imparare che si può scherzare e ironizzare senza banalità insegnando ad adulti e bambini che la diversità non è una cattiva fatalità ma può risultare un’opportunità felice da incontrare se le tue potenzialità vuoi sviluppare.
Amore negato indipendenza negata vita che appare solo istituzionalizzata invece in autonomia va considerata è un pensiero rubato a un concetto di normalità che si fa a volte troppo distrarre dalla pubblicità io non voglio sfasciare nessuna vetrina ma vorrei ricordare a tutti i politici di non mettere in cantina le persone che stanno in carrozzina e ricordando che scarsità anche pèr noi può far rima con equità.
Marco Mignardi
mercoledì 2 novembre 2011
Non è tutta colpa degli invalidi
Recentemente un noto quotidiano nazionale ha titolato: “In sette mesi la Guardia di Finanza scopre tremila falsi invalidi. Inps truffata per 48 milioni di euro”, apparentemente non è altro che uno dei tanti articoli su questo triste, ma aimè, sempre attuale fenomeno , che tento danneggia le persone disabili già deboli per la loro condizione.
È interessante, tornando all’articolo in questione, notare come nel titolo compaia soltanto questa categoria di cittadini disonesti, mentre fin dalle prime righe del testo si comprende come i controllo delle fiamme gialle abbiano trovato un quadro molto più variopinto. Infatti dalla lettura sua emerge che oltre a qualche decina di finti non vedenti filmati dagli agenti mentre guidavano l’automobile o giravano tranquillamente in bicicletta, i finanzieri si sono imbattuti in persone disoneste che truffando varie pubbliche amministrazioni hanno usufruito illecitamente di ogni tipo di agevolazioni. È stato scoperto chi ha percepito per anni illegalmente la pensione del nonno deceduto da tempo, chi denunciando il falso ha usato buoni mensa, o borse di studio, falsi braccianti agricoli che riscuotevano i sussidi di disoccupazione senza averne alcun diritto, ecc., sottraendo 48 milioni di € all’inps e ad altri enti, con grave danno per i conti dello stato e per chi ne avrebbe avuto veramente bisogno.
Bisogna rilevare anche che la stragrande maggioranza dei media ha pubblicando articoli molto simili al riguardo che enfatizzando le questioni sui “falsi invali” hanno alimentato il pregiudizio molto forte nei confronti dei cittadini veramente disabili, oltre al danno anche la beffa: diventando il capro espiatorio della situazione, tanto è vero che questo triste fenomeno di mal costume è stato preso molte volte a pretesto per rinviare provvedimenti in loro favore; la crisi economica presente ha reso particolarmente mal visto chi compia truffe ai danni di enti pubblici, in questo quadro i “falsi invalidi” hanno assunto una rilevanza notevole, trascinando in una spirale di immagini socialmente negative le persone con disabilità che certamente non necessitano di campagne mediatiche sfavorevoli.
Senza pretendere disaminare la “questione morale”, scoperta negli anni ’70 dai nostri politici naturalmente riguarda soltanto i nostri avversari di partito, di associazione o di “cortile”. Da ultimi su questa lunghezza d’onda troviamo i “furbi e furbetti del quartierino” di Antonio Di Pietro. A chi possiede ancora uno straccio di lucidità risulta evidente che per superare l’attuale situazione di stallo etico, prima che politico, occorre che ciascuno riscopra una cosuccia che abbiamo confinato nel mondo dei ricordi, o al massimo in quello privato. Sto pensando alla buona pratica dell’esame di coscienza, chi è senza peccato scagli la prima pietra! Non si tratta di fare del moralismo a buon mercato ma di ricordarsi che un mio abuso presto o tardi finisce per ledere un diritto, magari anche a me stesso. Sarà capitato a molti disabili di trovare tutti i parcheggi per handy del supermercato. occupati. Magari la stessa persona il giorno prima aveva “prestato” il nostro contrassegno auto a una amica perché potesse parcheggiare meglio andando a uno spettacolo, o a una visita medica. Come si sa ciò che ho appena descritto è soltanto un esempio fra i tanti possibili di situazioni di una agevolazione usata in modo disonesto si trasforma in un abuso e quindi in un danno per qualcuno. Ciò presto o tardi si ritorcerà come un boomerand sui destinatari onesti della agevolazione iniziale.
Naturalmente spesso le cose non sono così lineari da essere riconducibili soltanto alla sommatoria di comportamenti individuali disonesti ma per la rilevanza che possono assumere i contorni di fenomeni complessi che possono venire realizzati solo se diventano fenomeni collettivi e quindi organizzati che come scritto sopra coinvolge spesso elementi della politica e soggetti della criminalità
Infatti bisogna ricordare che la nostra classe politica, nessuno escluso, che ora si straccia le vesti di fronte ai falsi invalidi, ha grosse responsabilità perché le pensioni d’invalidità sono state usate per molti anni sia come sostitute dei sussidi di disoccupazione che come “regalie” da spendere sul triste mercato del voto di scambio.
Abbiamo visto come ogni tipo di agevolazione fiscale, contributiva, previdenziale, o di altro genere possa essere strumentalizzata da che voglia trarne vantaggi senza averne alcun diritto.
Per cercare di arginare questi fenomeni negativi, che producono sia un danno alle finanze pubbliche che un notevole allarme sociale, le varie misure anticrisi di questo anno prevedono:
• Interventi repressivi con lo scopo di scovare attraverso controlli incrociati di Inps, agenzie delle entrate e guardia di finanza i “furbetti” che tentano di truffare lo stato nelle sue vita varie sfaccettature:
• Preventive attraverso una revisione generale di questo aspetto dell’assistenza, ovviamente in senso restrittivo, che finirà, inevitabilmente, per danneggiare chi si trova in situazioni di povertà.
Come mondo spesso accade ci troviamo ancora una volta di fronte a norme che per reprimere i “furbetti” del quartierino finiscono per danneggiare chi avrebbe realmente bisogno di agevolazioni per mitigare le proprie condizioni di svantaggio.
Riquadro
Fonte “IL Giornale.it” sabato 03 settembre 2011
- Nel 2010 l’Inps ha revocato 10.608 pensioni di invalidità, pari all’11,06 per cento delle posizioni controllate.E’ interessante vedere quale è sia la distribuzione territoriale nelle varie regioni:
Regioni più virtuose
• Marche 0, 87%
• Emilia Romagna 3,96%
• Lombardia 4,58%
• Veneto 4,95%
Regioni meno virtuose
• Sardegna 23,25%
• Campania 21,98%
• Umbria 20, 48%
Si possono notare nell’elenco sopra riportato le regioni più “virtuose” e quelle meno, anche ad una lettura superficiale dei nostri dati possiamo evidenziare che esiste uno stretto rapporto fra i falsi invalidi e le condizioni socio-economiche del territorio; ma anche la presenza della criminalità organizzata risulta essere una importante concausa del fenomeno in questione.
È interessante, tornando all’articolo in questione, notare come nel titolo compaia soltanto questa categoria di cittadini disonesti, mentre fin dalle prime righe del testo si comprende come i controllo delle fiamme gialle abbiano trovato un quadro molto più variopinto. Infatti dalla lettura sua emerge che oltre a qualche decina di finti non vedenti filmati dagli agenti mentre guidavano l’automobile o giravano tranquillamente in bicicletta, i finanzieri si sono imbattuti in persone disoneste che truffando varie pubbliche amministrazioni hanno usufruito illecitamente di ogni tipo di agevolazioni. È stato scoperto chi ha percepito per anni illegalmente la pensione del nonno deceduto da tempo, chi denunciando il falso ha usato buoni mensa, o borse di studio, falsi braccianti agricoli che riscuotevano i sussidi di disoccupazione senza averne alcun diritto, ecc., sottraendo 48 milioni di € all’inps e ad altri enti, con grave danno per i conti dello stato e per chi ne avrebbe avuto veramente bisogno.
Bisogna rilevare anche che la stragrande maggioranza dei media ha pubblicando articoli molto simili al riguardo che enfatizzando le questioni sui “falsi invali” hanno alimentato il pregiudizio molto forte nei confronti dei cittadini veramente disabili, oltre al danno anche la beffa: diventando il capro espiatorio della situazione, tanto è vero che questo triste fenomeno di mal costume è stato preso molte volte a pretesto per rinviare provvedimenti in loro favore; la crisi economica presente ha reso particolarmente mal visto chi compia truffe ai danni di enti pubblici, in questo quadro i “falsi invalidi” hanno assunto una rilevanza notevole, trascinando in una spirale di immagini socialmente negative le persone con disabilità che certamente non necessitano di campagne mediatiche sfavorevoli.
Senza pretendere disaminare la “questione morale”, scoperta negli anni ’70 dai nostri politici naturalmente riguarda soltanto i nostri avversari di partito, di associazione o di “cortile”. Da ultimi su questa lunghezza d’onda troviamo i “furbi e furbetti del quartierino” di Antonio Di Pietro. A chi possiede ancora uno straccio di lucidità risulta evidente che per superare l’attuale situazione di stallo etico, prima che politico, occorre che ciascuno riscopra una cosuccia che abbiamo confinato nel mondo dei ricordi, o al massimo in quello privato. Sto pensando alla buona pratica dell’esame di coscienza, chi è senza peccato scagli la prima pietra! Non si tratta di fare del moralismo a buon mercato ma di ricordarsi che un mio abuso presto o tardi finisce per ledere un diritto, magari anche a me stesso. Sarà capitato a molti disabili di trovare tutti i parcheggi per handy del supermercato. occupati. Magari la stessa persona il giorno prima aveva “prestato” il nostro contrassegno auto a una amica perché potesse parcheggiare meglio andando a uno spettacolo, o a una visita medica. Come si sa ciò che ho appena descritto è soltanto un esempio fra i tanti possibili di situazioni di una agevolazione usata in modo disonesto si trasforma in un abuso e quindi in un danno per qualcuno. Ciò presto o tardi si ritorcerà come un boomerand sui destinatari onesti della agevolazione iniziale.
Naturalmente spesso le cose non sono così lineari da essere riconducibili soltanto alla sommatoria di comportamenti individuali disonesti ma per la rilevanza che possono assumere i contorni di fenomeni complessi che possono venire realizzati solo se diventano fenomeni collettivi e quindi organizzati che come scritto sopra coinvolge spesso elementi della politica e soggetti della criminalità
Infatti bisogna ricordare che la nostra classe politica, nessuno escluso, che ora si straccia le vesti di fronte ai falsi invalidi, ha grosse responsabilità perché le pensioni d’invalidità sono state usate per molti anni sia come sostitute dei sussidi di disoccupazione che come “regalie” da spendere sul triste mercato del voto di scambio.
Abbiamo visto come ogni tipo di agevolazione fiscale, contributiva, previdenziale, o di altro genere possa essere strumentalizzata da che voglia trarne vantaggi senza averne alcun diritto.
Per cercare di arginare questi fenomeni negativi, che producono sia un danno alle finanze pubbliche che un notevole allarme sociale, le varie misure anticrisi di questo anno prevedono:
• Interventi repressivi con lo scopo di scovare attraverso controlli incrociati di Inps, agenzie delle entrate e guardia di finanza i “furbetti” che tentano di truffare lo stato nelle sue vita varie sfaccettature:
• Preventive attraverso una revisione generale di questo aspetto dell’assistenza, ovviamente in senso restrittivo, che finirà, inevitabilmente, per danneggiare chi si trova in situazioni di povertà.
Come mondo spesso accade ci troviamo ancora una volta di fronte a norme che per reprimere i “furbetti” del quartierino finiscono per danneggiare chi avrebbe realmente bisogno di agevolazioni per mitigare le proprie condizioni di svantaggio.
Riquadro
Fonte “IL Giornale.it” sabato 03 settembre 2011
- Nel 2010 l’Inps ha revocato 10.608 pensioni di invalidità, pari all’11,06 per cento delle posizioni controllate.E’ interessante vedere quale è sia la distribuzione territoriale nelle varie regioni:
Regioni più virtuose
• Marche 0, 87%
• Emilia Romagna 3,96%
• Lombardia 4,58%
• Veneto 4,95%
Regioni meno virtuose
• Sardegna 23,25%
• Campania 21,98%
• Umbria 20, 48%
Si possono notare nell’elenco sopra riportato le regioni più “virtuose” e quelle meno, anche ad una lettura superficiale dei nostri dati possiamo evidenziare che esiste uno stretto rapporto fra i falsi invalidi e le condizioni socio-economiche del territorio; ma anche la presenza della criminalità organizzata risulta essere una importante concausa del fenomeno in questione.
martedì 10 maggio 2011
In riguardo all'uso del "Taxi prioritario"
Ciao Carlo, vista la mia recente incazzatura per come vanno le questioni relative alla disabilità a Bologna, volevo segnalare alla tua associazione che 2 tassisti su 2dei taxi prioritari per disabili non rispettano più il regolamento ed esattamente nei punti:
• Il conducente dovrà fermare il tassametro per tutta la durata delle operazioni di salita e discesa del cliente con disabilità.
• Il conducente è tenuto a rilasciare sempre la ricevuta del trasporto al cliente con disabilità.
• Il conducente è tenuto a giungere dal cliente con disabilità con la tariffa minima di spostamento.
Visto che sicuramente i vostri soci ne fanno più uso di me sarebbe il caso di ricordargli queste regole. Mi dispiace solo che in questo periodo non ho tempo da perdere in esposti, comunque se fai il piacere di fare circolare la notizia tra i vostri soci sarebbe meglio per tutti.
grazie anticipatamente. Simone
• Il conducente dovrà fermare il tassametro per tutta la durata delle operazioni di salita e discesa del cliente con disabilità.
• Il conducente è tenuto a rilasciare sempre la ricevuta del trasporto al cliente con disabilità.
• Il conducente è tenuto a giungere dal cliente con disabilità con la tariffa minima di spostamento.
Visto che sicuramente i vostri soci ne fanno più uso di me sarebbe il caso di ricordargli queste regole. Mi dispiace solo che in questo periodo non ho tempo da perdere in esposti, comunque se fai il piacere di fare circolare la notizia tra i vostri soci sarebbe meglio per tutti.
grazie anticipatamente. Simone
martedì 3 maggio 2011
Quello che mi è successo in ospedale
A volte capita di trascorrere qualche giorno in ospedale. Questo purtroppo, è successo a me di recente. Come tutti, in queste circostanze anche io ho dovuto rallentare i normali ritmi della vita quotidiana. Entrando in un altra dimensione. Il tempo si dilata e sembra non passare mai. Il vicino di letto di notte non ti fa chiudere occhio. A me è capitato di recente di rientrare in questa sorta di dimensione parallela. Per una persona disabile come sono io, oltre a quanto detto sul tempo, c'è anche una altra componente che rende il tutto ancora più complicato. Il fatto che io per muovermi in autonomia, ho tempi e strategie per dominare il mio corpo spastico. Il problema è che il personale ospedaliero è abituato ad avere procedure standard e quando entra in un paziente che esce dagli standard, si è crea scompiglio là dove c'è un caus organizzato. Questa è la mia breve esperienza di soggiorno all'ospedale maggiore di Bologna. La conferma che sarebbe stato un ricovero bizzarro, l'ho avuta appena arrivato in un reparto e ho avuto un primo colloquio con infermiere che raccoglieva i miei dati anagrafici prima che arrivasse il medico. La cosa che mi ha subito colpito è stato l'utilizzo di una serie infinita di diminutivi quale le manine i piedini, ora, ho cinquant'anni e porto il 41 di scarpe, comunque, il tutto si è normalizzato quando ho fatto presente che nonostante il fisco ribelle, questo non comprometteva la mia capacità di comprendere un linguaggio da adulto. Tanto meno, quello su cui ero seduto, non era un gigantesco apparecchio acustico ma più semplicemente una carrozzina, quindi poteva avere un tono di voce normale e non di 10 dB più alto. Ma la parte più complicata doveva ancora arrivare. Una persona disabile, in carrozzina, per di più spastica, non ha la possibilità di mantenere quelle piccole autonomie che ha nella vita di tutti giorni. Io ad esempio, vado a letto e mi alzo autonomamente. Purtroppo per il periodo in cui sono stato ricoverato ho dovuto rinunciare anche a queste autonomie. Il motivo, se vuoi anche comprensibile, è dato dal fatto che le persone non abituati a vedere certi movimenti, sono troppo desiderose nel voler aiutare. Quindi, se per ogni turno, dovevo spiegare a tutte le infermiere che non volevo essere aiutato perché c'è la facevo da solo e che quello è il mio modo di fare delle cose, non ero in pericolo di cadere e che le contrazioni non le potevo controllare e fanno parte del tuo modo di essere, se dovevo spiegare tutto questo a tutte le infermiere, passa la voglia di alzarti e fare le cose. Quindi inevitabilmente ti rassegni a una degenza di ozio e di noia. Comunque, sono stati tutti molto gentili e disponibili. Tuttavia un episodio spiacevole mi è capitato. Un giorno, sono andato a fare i raggi, mentre attendevo di essere riaccompagnato in reparto, ero sulla mia carrozzina a lato del corridoio che attendevo un portantino per il ritorno in corsia. Ad un certo punto arrivano due portantini che spingendo un letto mi dovevano passare davanti. Io per agevolare il passaggio, mi sono spostato. Uno dei due portantini, nel vedermi spostare, si rivolge all'altro, dicendo "queste persone mi fanno senso". La mia risposta è stata "certo che anche lei non è tutta questa bellezza". Dopo qualche minuto la seconda delle portantina, è tornata per vedere se mi poteva essere di aiuto. Le ho detto che aspettavo di essere portato in reparto, così si è offerta di accompagnarmi. Durante il tragitto ho chiesto il nome della collega che mi aveva apostrofato con quella frase. Ho dovuto insistere per farmi dire il nome. Vitali Carmela. Almeno questo è quello che mi ha detto. Ho faticato un po' per capire qual è l'iter per inoltrare un reclamo sull'accaduto. Alla fine la caposala mi ha dato tutte le informazioni del caso. Così io ho compilato il modulo per il reclamo spiegando l'accaduto. Al di là del fatto che questa portantina ha tutto il diritto di essere schifata da persone come me, data la natura del suo lavoro dovrebbe avere la capacità di non esteriore i propri pensieri. Come riportato sul modulo di protesta, io, fortunatamente ho maturato nel corso della vita la capacità di non farsi abbattere da queste persone. Tuttavia, ogni storia è una storia a sé quindi non tutte le persone possono essere forti nel sentire certe frasi infelici. Quello che mi sento di dire, anche se può sembrare una frase fatta, alle persone disabili, che nel mondo è giusto che esista anche queste persone ignoranti, nel senso che ignorano che il mondo va ben oltre il loro naso. Certo non è facile avere la battuta pronta, soprattutto se uno ha difficoltà nel parlare e farsi capire. Mi rendo anche conto che spesso si preferisce ingoiare qualche rospo piuttosto che "perdere" tempo per inoltrare un protesta ufficiale. Si sa, che è luogo comune che tanto queste cose non vengono mai prese in considerazione. Tuttavia, bisognerebbe trovare quel tempo e considerarlo non come tempo perso, ma investito per fare in modo che certi episodi non si verifichino. E qualora si verificano, fare in modo che ognuno si assuma le proprie responsabilità di quanto detto.
Carlo Venturelli
Carlo Venturelli
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