Noi italiani siamo sempre stati, come diceva qualcuno, un popolo di eroi, di santi e di navigatori. Poi negli anni ’70 i nostri politici scoprirono la “questione morale”, naturalmente riguarda soltanto i nostri avversari di partito, di associazione o di “cortile”. Da ultimi su questa lunghezza d’onda troviamo i “furbi e furbetti del quartierino” di Antonio Di Pietro. A chi possiede ancora uno straccio di lucidità risulta evidente che per superare l’attuale situazione di stallo etico, prima che politico, occorre che ciascuno riscopra una cosuccia che abbiamo confinato nel mondo dei ricordi, o al massimo in quello privato. Sto pensando alla buona pratica dell’esame di coscienza, chi è senza peccato scagli la prima pietra! Non si tratta di fare del moralismo a buon mercato ma di ricordarsi che un mio abuso presto o tardi finisce per ledere un diritto, magari anche a me stesso. Sarà capitato a molti di noi di trovare tutti i parcheggi per handy del supermercato occupati. Magari il giorno prima avevamo “prestato” il nostro contrassegno auto a una amica perché potesse parcheggiare meglio andando allo spettacolo di Grillo sui grandi abusi della Telecom. Presto forse vedremo il contrassegno auto con la foto segnaletica del disabile intestatario di questo documento, quasi fosse il passaporto.
Ma come tutti sappiamo bene quello che ho appena fatto è soltanto un esempio fra i tanti possibili di situazioni una agevolazione usata impropriamente si trasforma in un abuso e quindi in un danno per qualcuno. Ciò presto o tardi si ritorcerà come un boomerang sui destinatari onesti della agevolazione iniziale.
Naturalmente spesso le cose non sono così lineari da essere riconducibili alla sommatoria di comportamenti individuali disonesti ma per la rilevanza che possono assumere i contorni di fenomeni complessi che possono venire realizzati solo se diventano fenomeni collettivi e quindi organizzati. Sto pensando al triste fenomeno dei falsi invalidi, per i quali un numero enorme di persone usufruiscono impropriamente dei benefici che la legislazione prevede per le persone invalide/disabili, quest'abuso è diventato un alibi per non adeguare le nostre previdenze a quelle minime dei pensionati per vecchiaia; Quanti hanno rapporti con il mondo dei disabili ricorderanno il clamore suscitato strumentalmente dalle dichiarazioni del ministro Tremonti che tentava di legittimare la sua proposta di riduzione dei beneficiari del varie indennità destinate alle persone invalide, affermando che i falsi invalidi sono la causa del debito pubblico italiano. Sicuramente questa affermazione è stata strumentalmente esagerata però è indubbio che questo malcostume tipicamente italiano vada ridimensionato.
Per far ciò dubito che sia utile la campagna di controlli in atto che comunque potrà avere i suoi frutti solo se le associazioni e le loro federazioni si decideranno a impegnarsi seriamente per debellare questo triste fenomeno come la manovra finanziaria ha inequivocabilmente dimostrato che danneggia le persone realmente disabili.
È utile ricordare che la nostra classe politica, nessuno escluso, che ora si straccia le vesti di fronte ai falsi invalidi ha grosse responsabilità perché le pensioni d’invalidità sono state usate da un lato come sostitute di sussidi di disoccupazione dall’altra come “regalie” da spendere sul triste mercato del voto di scambi.
Ben venga un po’ di rigore, ma per tutti, e non soltanto per qualcuno. Ben vengano i tagli alla spesa pubblica, se servissero per iniziare a mettere ordine in questo campo, ma senza demagogie e soprattutto evitare di criminalizzare una categoria come quella disabili che ha il torto di incarnare la sofferenza che la cultura dominante nega sistematicamente.
Pierino il Lupo
(una persona disabile che ha una lunga esperienza nel mondo dell’associazionismo di categoria)
venerdì 10 settembre 2010
martedì 10 agosto 2010
Vacanze a villa Borromeo
Ciao a tutti
Quest'anno ho preso parte per il secondo anno consecutivo alla vacanza organizzata dall'AIAS Bologna onlus con gli operatori della cooperativa Rosa Blu
Apro questo mio scritto ringraziando subito Margherita, la mia operatrice, con cui ho instaurato un dialogo alla pari, io fatico a pensare che gli operatori siano solo operatori e basta. In questa ottica mi sono accorto che il rapporto con queste persone diviene se ben interpretato da entrambe le parti un rapporto dove dove non c'è chi esegue desideri e chi ordina ma un rapporto dove tutte le parti in causa possono nel medesimo tempo apprendere e scambiare esperienze che servono per le singole crescite di vita.
In questa l'operatore non si deve annullare come spesso si sente dire per accontentare i desideri dell'ospite.
Infatti anche l'ospite deve essere attento ai desideri del operatore perché altrimenti va a finire che la persona disabile non si responsabilizza mai
Una delle prime frasi che io sottolineo nel rapporto con queste persone che io vorrei che non sentissero il peso del lavoro che stanno compiendo solo come esperienza lavorativa e basta sono io che devo stare attento a non cadere sono io che devo stare attento alle mie gambe e alle potenzialità che le gambe offrono e queste potenzialità non vanno mai disperse.
Seguendo questo filo conduttore tutte le decisioni sul dove andare venivano prese seguendo le inclinazioni a me è piaciuto far vedere a Margherita oltre mare visto che lo scorso anno non aveva potuto vederlo.
A Oltre Mare abbiamo visto un interessante film in tre D sulla evoluzione del tirex su cui paleontologi ed archeologi svolgono studi per vedere perché si sono estinti.
In un giorno di pioggia quando non era possibile andare al mare che in piscina abbiamo visto tutti insieme un divertente film: Amici miei atto primo.
Altra sosta molto interessante che nella vita normale di tutti i giorni ho poche possibilità di effettuare è stata quella del mercato dove ho potuto acquistare alcuni regali per amici a Bologna.
Abbiamo poi visitato un interessante mostra fotografica di Ghirri e Giacomelli, due tra i più noti autori fotografici italiani che hanno felicemente illustrato alcune realtà della pianura padana negli anni settanta.
Un ringraziamento anche a Massimo e Michele miei compagni di camera.
Marco Mignardi
lunedì 5 luglio 2010
Giro turistico a Bologna con il Bus aperto
Con alcuni ragazzi e volontari del tempo libero aias ci siamo gradevolmente divertiti a fare una passeggiata incontrando tutto il percorso artistico di Bologna con l’autobus che l’azienda di trasporto pubblico mette a disposizione dei turisti e dei bolognesi.
Siamo partiti dalla stazione con prima tappa in strada Maggiore dove a Palazzo Isolani è situata la biblioteca di uno dei più grandi poeti italiani dell’ottocento. Questo poeta ha rappresentato uno dei maggiori interpreti del malinconia ottocentesca, ha ben rappresentato la vita bucolica del suo tempo attraverso versi poetici che hanno fornito lustro alla città di Bologna, è stato in contatto con le avanguardie della poesia italiana e internazionale del suo tempo come Giovanni Pascoli. Il suo nome è Giuseppe Carducci (1865 - 1937, ha ricevuto il premio nobel nel millenovecentosei) che ha vissuto molta parte della sua vita nella nostra città.
Abbiamo quindi incontrato la basilica di S Petronio basilica che originariamente doveva diventare una basilica molto grande poi i lavori furono sospesi è dedicata al vescovo patrono di questo vissuto nei primi secoli dell’era cristiana.
Per la sua costruzione furono utilizzati tutte le tecniche più avanzate per l’epoca e contiene le reliquie del Vescovo patrono di questa città.
Un'altra chiesa a cui bolognesi sono particolarmente devoti diceva la guida turistica è chiesa intitolata alla Santa Caterina che contiene il suo corpo ancora rimasto intatto anche dopo il devastante bombardamento del mese d’ottobre del mille novecentoquarantaquattro.
Dopo nella tappa seguente ci siamo recati nella Piazza Santo Stefano, detta delle sette chiese, anche se la guida turistica si è soffermata soltanto alla descrizione di tre chiese. La prima molto spoglia in epoca romanica la seconda che in epoca differente e fa riferimento al san sepolcro costruita nel periodo storico delle crociate. La terza chiesa è costruita in epoca posteriore e prepara l’entrata al rinascimento
Ci siamo poi recati in Piazza S.Domenica dove è rappresentato uno dei maggiori templi di questa città in stile gotico è un tempio che contiene le spoglie di San Domenico. L’architettura che s’innalza verso Dio costituisce uno dei maggiori esempi architettonici per l’epoca.
La piazza è costruita su un quadrato ed è metà dei cittadini bolognesi dei turisti che visitano questa città.Nelle vicinanze sono situate le tombe dei glossatori che erano i giuristi del tempo ed erano riconosciuti come autorità in tal materia
Bologna è denominata la città fluviale vi sono sorgenti e canali sotterreranei che scorrono collateralmente al fiume Reno. Questa Bologna sotterranea me l’ha fatta scoprire lo scorso anno una volontaria del tempo libero aias, in via piella c'è un punto dove si vedeuno dei canali.
Uno dei polmoni verdi di questa città è rappresentato dai Giardini Margherita, che furono donati dalla regina margherita in visita sono dotati di un ampio laghetto e sono una tappa divertente per bambini piccoli che scoprono alcuni animali che in città altrimenti non potrebbero vedere.
Abbiamo quindi intrapreso la salita al colle della guardia in cui è venerata la beata immagina della Madonna di S Luca che con i suoi quattro chilometri di portici per arrivare al santuario a piedi costituisce una fonte di riflessione per credenti e non credenti in visita a questa città.
Da questo punto si può avere uno spettacolo che mostra il panorama di tutta la città nel suo complesso.
Una caratteristica importante di questa città è che racchiude forse l’università più importante del mondo e il primo esempio di campus universitario italiano. Lo ha detto la nostra guida turistica. La città ha un rapporto privilegiato con il mondo studentesco con cui insatura, un dialogo cercando di capire e interpretare le attese else speranze, che vanno proponendo con sensibilità vivacità e attenzione.
Non posso chiudere questo scritto senza prima di aver aver ricordato come ha detto la guida le ottanta cinque vittime e i duecento feriti della strage alla stazione di Bologna avvenuta il due agosto mille novecento ottanta e di cui quest’anno ricorre il trentesimo anniversario.
Ringrazio Umberto, Giovanni, Bruno e la sua mamma, Mauricio e Silvestro
Siamo partiti dalla stazione con prima tappa in strada Maggiore dove a Palazzo Isolani è situata la biblioteca di uno dei più grandi poeti italiani dell’ottocento. Questo poeta ha rappresentato uno dei maggiori interpreti del malinconia ottocentesca, ha ben rappresentato la vita bucolica del suo tempo attraverso versi poetici che hanno fornito lustro alla città di Bologna, è stato in contatto con le avanguardie della poesia italiana e internazionale del suo tempo come Giovanni Pascoli. Il suo nome è Giuseppe Carducci (1865 - 1937, ha ricevuto il premio nobel nel millenovecentosei) che ha vissuto molta parte della sua vita nella nostra città.
Abbiamo quindi incontrato la basilica di S Petronio basilica che originariamente doveva diventare una basilica molto grande poi i lavori furono sospesi è dedicata al vescovo patrono di questo vissuto nei primi secoli dell’era cristiana.
Per la sua costruzione furono utilizzati tutte le tecniche più avanzate per l’epoca e contiene le reliquie del Vescovo patrono di questa città.
Un'altra chiesa a cui bolognesi sono particolarmente devoti diceva la guida turistica è chiesa intitolata alla Santa Caterina che contiene il suo corpo ancora rimasto intatto anche dopo il devastante bombardamento del mese d’ottobre del mille novecentoquarantaquattro.
Dopo nella tappa seguente ci siamo recati nella Piazza Santo Stefano, detta delle sette chiese, anche se la guida turistica si è soffermata soltanto alla descrizione di tre chiese. La prima molto spoglia in epoca romanica la seconda che in epoca differente e fa riferimento al san sepolcro costruita nel periodo storico delle crociate. La terza chiesa è costruita in epoca posteriore e prepara l’entrata al rinascimento
Ci siamo poi recati in Piazza S.Domenica dove è rappresentato uno dei maggiori templi di questa città in stile gotico è un tempio che contiene le spoglie di San Domenico. L’architettura che s’innalza verso Dio costituisce uno dei maggiori esempi architettonici per l’epoca.
La piazza è costruita su un quadrato ed è metà dei cittadini bolognesi dei turisti che visitano questa città.Nelle vicinanze sono situate le tombe dei glossatori che erano i giuristi del tempo ed erano riconosciuti come autorità in tal materia
Bologna è denominata la città fluviale vi sono sorgenti e canali sotterreranei che scorrono collateralmente al fiume Reno. Questa Bologna sotterranea me l’ha fatta scoprire lo scorso anno una volontaria del tempo libero aias, in via piella c'è un punto dove si vedeuno dei canali.
Uno dei polmoni verdi di questa città è rappresentato dai Giardini Margherita, che furono donati dalla regina margherita in visita sono dotati di un ampio laghetto e sono una tappa divertente per bambini piccoli che scoprono alcuni animali che in città altrimenti non potrebbero vedere.
Abbiamo quindi intrapreso la salita al colle della guardia in cui è venerata la beata immagina della Madonna di S Luca che con i suoi quattro chilometri di portici per arrivare al santuario a piedi costituisce una fonte di riflessione per credenti e non credenti in visita a questa città.
Da questo punto si può avere uno spettacolo che mostra il panorama di tutta la città nel suo complesso.
Una caratteristica importante di questa città è che racchiude forse l’università più importante del mondo e il primo esempio di campus universitario italiano. Lo ha detto la nostra guida turistica. La città ha un rapporto privilegiato con il mondo studentesco con cui insatura, un dialogo cercando di capire e interpretare le attese else speranze, che vanno proponendo con sensibilità vivacità e attenzione.
Non posso chiudere questo scritto senza prima di aver aver ricordato come ha detto la guida le ottanta cinque vittime e i duecento feriti della strage alla stazione di Bologna avvenuta il due agosto mille novecento ottanta e di cui quest’anno ricorre il trentesimo anniversario.
Ringrazio Umberto, Giovanni, Bruno e la sua mamma, Mauricio e Silvestro
giovedì 10 giugno 2010
Una domenica con l'Associazione "Dolce Vita onlus" - 2
I posti seduti per le persone normodotate erano due panche su entrambi i lati della barca.
Abbiamo visitato l’isola di Murano dove ci sono delle casette di colore giallo acceso.
Qui, sull’isola, c’era una piazza e una signora ci ha fatto da mangiare: dei panini.
Andare in barca è emozionante perché quando ci sono le onde mi piace a me perché mi rilassa perché mi sento cullato come un bimbo piccolo.
Il cielo era azzurro, ma quando siamo tornati a terra, a sera, ha piovuto un pochino.
A Bologna siamo tornati alle 20.00.
Adriano
lunedì 7 giugno 2010
Visita guidata agli elicotteri della Polizia
Ciao a tutti
Eccomi di nuovo qui per raccontare un esperienza che coniuga aspetti normali e di vita ordinaria come quella legata alla vita di tutti gli abitanti di questo pianeta e aspetti un poco straordinari collegati ala esperienza del volo anche se in questa occasione nessuno di noi ha preso il volo.
Sabato con un gruppo di persone della casa Famiglia S Agostino ci siamo recati presso il terzo dipartimento della Polizia di Stato che ci ha mostrato la loro dotazione di mezzi aerei nella fattispecie tre elicotteri adibiti a tutte le manifestazione pubbliche di un certo interesse sia sportivo che ricreativo che politico per il mantenimento dell'ordine pubblico nella regione Emilia Romagna e in questa città.
Michele uno degli addetti della Polizia di Stato ha spiegato che l'elicottero si compone di tre parti un rotore primario che serve per stabilizzare l'apparecchio ed evitare che perda quota quando arriva in aria.
Secondariamente vi è poi un rotore secondario che serve per stabilizzare la direzione che l'apparecchio deve prendere quando è in volo se non ho compreso male questo rotore serve per orientare la direzione del percorso che l'apparecchio dovrà effettuare.
Abbiamo poi in terza istanza il velino che serve per orientare la direzione del vento se non ho male interpretato ciò che Michele voleva comunicare
Abbiamo quindi avuto l'opportunità di vedere il decollo di un apparecchio in partenza per una missione a Rimini.
Ognuno di noi ha poi avuto l'opportunità di salire dentro e vedere dentro l'elicottero io mi posizionato nel sedile dietro e così potuto osservare la gran quantità di comandi che il pilota ha a sua disposizione per governare l'apparecchio.
Maurizio si è divertito con la sua macchina fotografica a fare parecchie fotografie.
Prima della conclusione con un breve spuntino abbiamo fatto una foto di gruppo.
Ringrazio cordialmente tutto il personale della Polizia che ha acconsentito a questa mattinata con la possibilità di guardare la tecnologia che aiuta la Polizia di Stato nello svolgimento del lavoro ordinario di tutti i giorni.
Marco Mignardi
Eccomi di nuovo qui per raccontare un esperienza che coniuga aspetti normali e di vita ordinaria come quella legata alla vita di tutti gli abitanti di questo pianeta e aspetti un poco straordinari collegati ala esperienza del volo anche se in questa occasione nessuno di noi ha preso il volo.
Sabato con un gruppo di persone della casa Famiglia S Agostino ci siamo recati presso il terzo dipartimento della Polizia di Stato che ci ha mostrato la loro dotazione di mezzi aerei nella fattispecie tre elicotteri adibiti a tutte le manifestazione pubbliche di un certo interesse sia sportivo che ricreativo che politico per il mantenimento dell'ordine pubblico nella regione Emilia Romagna e in questa città.
Michele uno degli addetti della Polizia di Stato ha spiegato che l'elicottero si compone di tre parti un rotore primario che serve per stabilizzare l'apparecchio ed evitare che perda quota quando arriva in aria.
Secondariamente vi è poi un rotore secondario che serve per stabilizzare la direzione che l'apparecchio deve prendere quando è in volo se non ho compreso male questo rotore serve per orientare la direzione del percorso che l'apparecchio dovrà effettuare.
Abbiamo poi in terza istanza il velino che serve per orientare la direzione del vento se non ho male interpretato ciò che Michele voleva comunicare
Abbiamo quindi avuto l'opportunità di vedere il decollo di un apparecchio in partenza per una missione a Rimini.
Ognuno di noi ha poi avuto l'opportunità di salire dentro e vedere dentro l'elicottero io mi posizionato nel sedile dietro e così potuto osservare la gran quantità di comandi che il pilota ha a sua disposizione per governare l'apparecchio.
Maurizio si è divertito con la sua macchina fotografica a fare parecchie fotografie.
Prima della conclusione con un breve spuntino abbiamo fatto una foto di gruppo.
Ringrazio cordialmente tutto il personale della Polizia che ha acconsentito a questa mattinata con la possibilità di guardare la tecnologia che aiuta la Polizia di Stato nello svolgimento del lavoro ordinario di tutti i giorni.
Marco Mignardi
mercoledì 26 maggio 2010
Una domenica con l'Associazione "Dolce Vita onlus"
Questo è il fiume che passa per Treviso ed è un fiume navigabile che sfocia nella laguna di Venezia, io ho cosi provato per la prima volta cosa vuol dire navigare su un fiume.
Le altre volte eravamo stati con Alberto e alcune persone del tempo libero Aias in mare ma non eravamo ma stati su un fiume.
La barca era molto confortevole poteva tranquillamente ospitare le carrozzine quindi siamo rimasti tranquillamente seduti al nostro posto.
L’Imbarco è stato veramente confortevole in considerazione del fatto che la darsena dove erano ormeggiate le barche erano priva di qualsiasi barriera architettonica.
Una volta saliti a bordo e partiti con il nostro "pontone" si è cominciato a vedere uno sfrecciare di barche e motoscafi di varia grandezza e potenza che in barba alle più elementari norme di navigazione oltrepassavano tranquillamente i limiti di velocità come talvolta accade sulle strade.
Il fiume non era per niente pulito subiva tutti gli scarichi della laguna e della città di Treviso non era per niente consigliabile pescare e fare il bagno.
Inizialmente non essendo abituato alle onde del fiume, io pensavo che non si sviluppassero onde così alte da poter dare fastidio alla nostra imbarcazione invece con mia sorpresa ho notato che la velocità delle altre barche a volte ci faceva ondeggiare e... imbarcare acqua, in ogni caso dopo circa cinquanta minuti di navigazione sicuramente tranquilla siamo arrivati a Burano.
Quest'isola è molto particolare io non l’avevo mai vista dal vivo, l’avevo solo studiata nei libri di geografia a scuola. Vi sono, infatti, tutte le case dipinte di vari colori che con lo splendido sole che ci ha felicemente accompagnato domenica rendeva il paesaggio colorato e veramente gradevole e divertente.
La piazza molto vivace, era piena di negozi e c’erano viuzze molto strette, infatti, non è superfluo ricordare che si trova nella laguna di Venezia.
Nel frattempo è arrivata l’ora di un simpatico ed accogliente pranzo offerto da dagli organizzatori (Dolce vita onlus) della giornata che colgo l’occasione per ringraziare molto cordialmente.
Al pomeriggio dopo che alcuni di noi hanno fatto spesa per comprare alcuni oggetti, ricordi veneziani, questo ci sono imbarcati nuovamente e abbiamo fatto ritorno nel porto da cui eravamo partiti la mattina, che credo si chiami Torre Grande.
Grazie in ogni caso anche a Claudio e Carlo dell'AIAS, a Stefano, Enrico, Gianni e a tutti gli altri dell’organizzazione per una giornata molto speciale.
Marco Mignardi
PS: per andare a vedere le foto
Incontro tra i comitati regionali AIAS dell'Emilia Romania e della Lombardia
Martedì 11 Maggio si è tenuto a Bologna presso la struttura asl di "Corte Roncati" (www.ausilioteca.org); è necessario notare che si è trattato della prima volta, nella pluridecennale presenza delle sezioni AIAS in questi territori, che i rappresentanti di queste due realtà della nostra associazione si sono ritrovate con una riunione ufficiale, con la presenza dei massimi livelli dirigenziali.
La prima parte della giornata è stata interamente dedicata alla visita guidata di "Corte Roncati", un punto di eccellenza della nostra asl, dove l'AIAS di Bologna ha un ruolo determinante, soprattutto nel campo degli ausili tecnologici e dell'adattamento domestico, grazie alla grande professionalità dei nostri tecnici acquisita con una esperienza che ormai compie trent'anni. Gli ospiti si sono mostrati molto interessati ai molteplici aspetti della struttura ed in particolare sull'appartamento completamente "domotizzato".
Come in ogni incontro importante vi è stato il momento del pranzo in una tipica Osteria di via "del Pratello" a base di piatti della nostra rinomata cucina tradizionale, come sempre a tavola si possono allacciare, o coltivare, relazioni informali che hanno contribuito a rendere più fluido l'incontro del pomeriggio.
Esso ha mostrato fin dal primo momento che le due regioni, pur essendo geograficamente vicine, sono politicamente molto distanti; infatti se la regione Emilia Romagna ha un'impostazione prevalentemente pubblicistica nei settori sociosanitari, nella regione Lombardia invece è molto forte il privato convenzionato. Molto interessante è stato lo scambio di informazzioni sulle scelte dei rispettivi enti locali in merito alla partecipazione degli utenti e/o delle loro famiglie alle spese dei servizi, ne è emerso un quadro estremamente frammentario, in cui non solo si riscontrano differenze regionali ma addirittura ciascun comune, a volte anche il singolo distretto, si muovono in modo diverso.
E' un fatto che deve fare riflettere molto in vista della impostazione federalista che sta prendendo l'organizazzione del nostro stato.
E' evidente che in assenza di criteri generali capaci di fissare livelli minimi essenziali dei servizi tutto ciò pregiudichi gravemente il principio di uguaglianza fra i cittadini, ancora formalmente garantito dalla nostra costituzione. Ad esempio la regione Lombardia ha stabilito che come criterio di accesso e contribuzione ai servizi si faccia riferimento all'ISEE della persona disabile mentre da noi in Emilia Romagna sembra si voglia fare riferimento a quello familiare. Nell'incontro si è convenuto che il riferimento all'ISEE personale debba essere uno dei principali obiettivi del nostro impegno futuro.
Apparentemente può stupire la vicinanza di impostazioni dell'AIAS lombarda con quella siciliana perchè sono evidenti le differenze storico culturali e socio-economiche, ma alla luce della inpostazione privatistica delle due regioni può trovare una spiegazione nelle dinamiche clientelari che troppo spesso sottostanno al rapporto tra l'ente pubblico ed il privato convenzionato specialmente in assenza di strumenti di controllo validi.
Pierino il lupo
La prima parte della giornata è stata interamente dedicata alla visita guidata di "Corte Roncati", un punto di eccellenza della nostra asl, dove l'AIAS di Bologna ha un ruolo determinante, soprattutto nel campo degli ausili tecnologici e dell'adattamento domestico, grazie alla grande professionalità dei nostri tecnici acquisita con una esperienza che ormai compie trent'anni. Gli ospiti si sono mostrati molto interessati ai molteplici aspetti della struttura ed in particolare sull'appartamento completamente "domotizzato".
Come in ogni incontro importante vi è stato il momento del pranzo in una tipica Osteria di via "del Pratello" a base di piatti della nostra rinomata cucina tradizionale, come sempre a tavola si possono allacciare, o coltivare, relazioni informali che hanno contribuito a rendere più fluido l'incontro del pomeriggio.
Esso ha mostrato fin dal primo momento che le due regioni, pur essendo geograficamente vicine, sono politicamente molto distanti; infatti se la regione Emilia Romagna ha un'impostazione prevalentemente pubblicistica nei settori sociosanitari, nella regione Lombardia invece è molto forte il privato convenzionato. Molto interessante è stato lo scambio di informazzioni sulle scelte dei rispettivi enti locali in merito alla partecipazione degli utenti e/o delle loro famiglie alle spese dei servizi, ne è emerso un quadro estremamente frammentario, in cui non solo si riscontrano differenze regionali ma addirittura ciascun comune, a volte anche il singolo distretto, si muovono in modo diverso.
E' un fatto che deve fare riflettere molto in vista della impostazione federalista che sta prendendo l'organizazzione del nostro stato.
E' evidente che in assenza di criteri generali capaci di fissare livelli minimi essenziali dei servizi tutto ciò pregiudichi gravemente il principio di uguaglianza fra i cittadini, ancora formalmente garantito dalla nostra costituzione. Ad esempio la regione Lombardia ha stabilito che come criterio di accesso e contribuzione ai servizi si faccia riferimento all'ISEE della persona disabile mentre da noi in Emilia Romagna sembra si voglia fare riferimento a quello familiare. Nell'incontro si è convenuto che il riferimento all'ISEE personale debba essere uno dei principali obiettivi del nostro impegno futuro.
Apparentemente può stupire la vicinanza di impostazioni dell'AIAS lombarda con quella siciliana perchè sono evidenti le differenze storico culturali e socio-economiche, ma alla luce della inpostazione privatistica delle due regioni può trovare una spiegazione nelle dinamiche clientelari che troppo spesso sottostanno al rapporto tra l'ente pubblico ed il privato convenzionato specialmente in assenza di strumenti di controllo validi.
Pierino il lupo
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