venerdì 6 aprile 2018

Dal concorso letterario "Premio Pontiggia" secondo classificato sezione poesia


Marco Mignardi 

GIORNO IMPERFETTO
Io vivo con tristezza
questa strana condizione, che mi allontana dalla quotidianità.
Non mi toglie del tutto il buon umore,
la voglia di scrivere e pensare 
con spensieratezza, a quest’ avversità.
Vorrei una medicina,
che non mi faccia  paura,
per non sentirmi in colpa
se, attento non sono stato.
Per terra son finito,
per nulla divertito!
Dai camici bianchi
migliore empatia 
per alleggerire la frustrazione della malattia.
Coraggio e fiducia
hanno vinto lo sconforto dei primi dì;
via da qui
da paziente,
gamba rotta e peretta condizione imperfetta
da dimenticare in fretta.
Tocca, ora, salutare
e pensionare il mio deambulatore
che per anni, è stato
amico e servitore.
Lo sostituirò con un nuovo attrezzo
che compagno diverrà,
aiutandomi a camminare con tranquillità.
Desk, è il suo nome.
Per la mia riabilitazione,
non conosce rivali.
Mi ha riportato in piedi, che emozione!
I dottori,
han detto con decisione
niente carico oltre i cinquanta
altrimenti la gamba non canta.
Con un pizzico d’ironia e ilarità
vado avanti in questa avventura qua,
finché l’Architetto del mondo, me lo concederà.



lunedì 19 marzo 2018

21 marzo, giornata mondiale della POESIA


Dal concorso letterario "Premio Pontiggia"- 1° classificato sezione poesia 
MASSIMO PASQUALI  - BO  

FUORI
Io sto seduto su una carrozzina
che sta dentro una residenza
che sta dentro una città
che ha dentro due torri
che vanno dentro il cielo
che ha dentro una nuvola
che ha dentro la pioggia
che va dentro una strada
che va dentro un palazzo
che ha dentro un appartamento
e che ha dentro una mamma e un papà
che hanno dentro la forza
di vivere serenamente
e che hanno dentro l’amore
per me
che sono nato due volte
grazie all’amore e alla forza
di vivere serenamente
di un papà e di una mamma
che stanno dentro un appartamento
che sta dentro un palazzo
che va dentro una strada
che ha dentro la pioggia
che va dentro una nuvola
che sta dentro il cielo
che ha dentro due torri
che stanno dentro una città
che ha dentro una residenza
dove abito io
che ho scritto questa poesia
seduto sulla mia carrozzina
mentre ero dentro
e guardavo fuori. 


giovedì 8 marzo 2018

Su via Barozzi


Una settimana fa si è svolta la prima inaugurazione di esperimento di vita per le persone disabili ispirato al modello del cohousing.

Le autorità intervenute a nome dell'azienda unità sanitaria locale e per il comune di Bologna hanno sottolineato l’importanza che questa esperienza viene ad assumere nel contesto cittadino per un nuovo modo di intendere la socialità.

In questo quadro si è evidenziato come la disabilità può non rappresentare un problema ma una opportunità di vita che consente di non isolare le persone ma di aprire nuovi orizzonti.

Questo tipo di coabitazione era nato con l’intento di facilitare l’esistenza alle madri separate nei primi anni settanta del secolo scorso non sapevano a chi affidare i propri figli.

Nei vari interventi si è sottolineato la necessità di passare con questo tipo di esperienza da una visione di tipo esclusivamente assistenziale a una visione dove le persone diventano protagoniste del proprio cammino di vita autonoma.

La funzione di questa di questa esperienza resta quella di far incontrare bisogni e risposte comuni che permettano sempre in maggiore misura l’affermazione che veniva fuori negli incontri di preparazione dove si diceva faccio da solo ma non sono solo.

Loris ha raccontato che lui in questa esperienza non si sente più solo mentre in precedenza lui avvertiva una sensazione di maggiore vuoto, ora deve occuparsi di mansioni per aiutare gli altri condomini in questa esperienza.

Il mio pensiero conclusivo è che queste esperienze potranno assumere un valore aggiunto nella misura in cui le persone decideranno per scelta e in autonomia di condividere la vita a mio avviso anche la lettera di ringraziamento di una persona che abiterà in via Barozzi andava in questa direzione.

Pranzo ottimo per motivi di tempo non ho avuto l’opportunità di vedere gli appartamenti e vista la vicinanza sarebbe carino avere degli scambi, con il nostro Condominio Partecipato di Bovi Campeggi

Marco Mignardi  


venerdì 29 dicembre 2017

AIAS Bologna c’è

Mancano pochi giorni alla conclusione del 2017 un anno ricco di cambiamenti, pieno di obiettivi raggiunti, di nuovi stimoli e sfide. Con l’anniversario di 55 anni di AIAS facciamo un po’ di bilancio, in questo anno abbiamo seguito più di 200 famiglie, con prestazioni educative ed assistenziali per minori e adulti con gravi disabilità, 19 gruppi educativi per altri 63 minori. Circa 60 le persone accolte quotidianamente nei Centri Socio-Riabilitativi accreditati. Oltre 18 persone stanno partecipando ai percorsi di residenzialità per la Vita Indipendente.  30 ragazze e ragazzi partecipano ai laboratori associativi con il supporto dei nostri volontari.

Durante l’anno sono stati organizzati 3 importanti convegni: Partire dai Diritti, Progetto Proact il possibile ruolo delle tecnologie e Voci di donne. Inoltre sono stati organizzati i seguenti seminari per i soci: AIAS obiettivi per i prossimi anni; i nuovi LEA; 3 incontri sulla Legge 112/2016 dopo di noi. Ricordiamo inoltre 2 importanti eventi il “Premio Pontiggia” e lo spettacolo di Danza “I 43 tramonti”.

Abbiamo realizzato o partecipato a 18 iniziative pubbliche. Ci sembra importante ricordare questi numeri perché il nostro lavoro, in tutti questi anni non sarebbe stato possibile senza le risorse delle persone che ci sostengono, che credono nell’impegno dell’Associazione e ci danno fiducia: di questo siamo profondamente riconoscenti e grati verso tutti voi che con la vostra sensibilità ci avete seguito e sostenuto.

Le Festività Natalizie sono alle porte. Prima di immergerci nel clima festivo, desideriamo ringraziare quanti ci sono stati vicini, quanti hanno collaborato e quanti hanno partecipato alle attività proposte dall’Associazione e che sono state gradite da soci e persone con disabilità.
L’augurio è quello di rallentare in questi giorni il ritmo della nostra vita frenetica per godere delle piccole cose piene di senso, dei momenti in famiglia, del tempo trascorso con gli amici e ... con se stessi. Un augurio di un periodo per ritemprarsi e ripartire con le sfide che il 2018 riserverà a tutti noi.

Da parte nostra ci impegneremo per dare il nostro contributo allo sviluppo della comunità perché la disabilità non rappresenti un ostacolo alla piena partecipazione bensì uno stimolo per il miglioramento della qualità della vita di tutti!

La redazione

martedì 2 maggio 2017

La festa rumena a Bovi!

In un sabato d'aprile soleggiato abbiamo danzato con il popolo rumeno che ci ha allietato e con noi ha danzato in costume che rivali non ha per sobrietà e originalità.
Alcuni passi di danza ricordavano i nostri anni 50, ma senza offesa loro hanno molte più abilità di noi nel canto...
Alla fine divertiti e incuriusiti pensiamo che ripeterlo non è sbagliato, sperando in un altro pomeriggio soleggiato, avvicinare Roma e Bucaresty sarà sempre coinvolgente.

Marco

lunedì 16 gennaio 2017

AVVENTURA ALLO SPETTACOLO DELLA MODA DI FAENZA

Il quindici di settembre del 2016 io Katia con Carlo, la Cristina, una sua collega di lavoro, la Marilena e la Tania siamo andati a vedere una sfilata di moda fino a Faenza. 
Arrivati là chiedo sempre a Carlo quanti chilometri ci abbiamo messo e lui mi ha risposto più di 250 km. Arrivati nel luogo dove si teneva il teatro siamo scesi dal pulmino e ci siamo incamminati dentro. 

Abbiamo visto una folla di gente che non si vedeva neanche la folla dell’altra gente del pubblico. Poi una ragazza che era la mia damigella che mi doveva portare alla sfilata chiamata Valentina che è una di Brindisi era vestita lei di nero di pelle con i capelli neri lunghissimi e le meches bionde; poi lì c’era anche i parrucchieri e gli stilisti e le truccatrici. C’erano dei ragazzi con delle creste da gallo e le donne truccate benissimo. E poi mi sono fatta truccare anche io modestamente di celeste. Poi io mi sono fatta vestire con una gonna tutta a pieghe nera e una striscia in mezzo azzurra con delle borchie rotonde, poi avevo anche una giacchettina sopra azzurra molto bella con le maniche fatte alla zuava e con le borchie anche quella e poi indossavo anche un paio di calze nere perché c’era un gran freddo perché io il giorno dopo avevo un po’ di febbre e sono dovuta stare a casa dalla messa di San Savino.

Dopo mezz’ora o venti minuti è passato un signore con delle schiacciatine al pomodoro e alla ricotta e ce ne ha regalate tre a testa di quelle piccole perché avevamo una fame da lupi. Dopo siamo andati finalmente alla partenza della sfilata che dovevamo fare di moda che poi prima c’era una signora che ci ha condotto nell’apposito cerchio della pista di moda e noi abbiamo fatto tre giri senza mai stancarci e ballando anche perché c’era anche un po’ di musica il rap. 

Quando avevamo finito di sfilare ci hanno portato in un angolo del teatro per togliere i vestiti che ho indossato. Poi abbiamo fatto per tre quarti d’ora fuori dal teatro un buffet all’aperto e abbiamo mangiato due o tre salatini col prosciutto poi due o tre pizzette alla margherita anche col salame e per finire per dolce una pinza era tutto buono. Solo quando siamo stati in pulmino la mia pancia si è appiattita dal gran camminare e ballare. 

A me questo giorno è stato importante per gli applausi che ci hanno fatto e io non so se prenderemo un po’ di soldini per questa sfilata perché noi abbiamo sfilato e gli altri hanno guardato. In questo giorno di sabato era un giorno piovoso e quindi non si è potuto vedere niente del mare.

Katia Lazzarini



lunedì 24 ottobre 2016

Sulla legge “Dopo di noi”

Lo scorso 14 giugno 2016 è stata approvata in via definitiva la cosiddetta legge “Dopo di noi” nata dal disegno di legge “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno famigliare”. Il testo del DDL disciplina in materia di assistenza alle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare, o perché i genitori che si prendevano cura di loro sono venuti a mancare, o perché le famiglie non sono in grado di provvedere ai loro bisogni. Secondo i dati Istat, in Italia vivono oltre 3 milioni di persone con disabilità grave. Più di 200mila adulti oggi vivono in istituti o residenze sanitarie assistenziali (RSA), senza possibilità di scegliere per la loro vita. Attualmente il 70 per cento delle famiglie con un figlio o un congiunto disabile grave sostiene e gestisce l'assistenza senza ricevere alcun aiuto. L'Istat calcola inoltre che oltre il 60 per cento dei figli con disabilità grave sopravvivrà ai propri genitori. Il "dopo di noi", dunque, è destinato a diventare una problematica sempre più rilevante e diffusa nel nostro Paese in quanto dovrebbe in sostanza favorire il benessere e la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone più fragili della società, i disabili prive di sostegno familiare.

La nuova legge dà finalmente una risposta alle preoccupazioni e alle angosce delle famiglie italiane che hanno un figlio o un parente disabile e si domandano che cosa ne sarà di lui una volta che sarà rimasto solo e non avrà più una rete di relazioni sulla quale fare affidamento. Ma vediamo più in particolare cosa prevede il testo approvato. La legge, composta di dieci articoli, si fonda su alcuni capisaldi: favorire l'autonomia delle persone disabili, la loro inclusione sociale, garantire loro un futuro dignitoso. La dinamica della patologia che affligge il disabile impone l’individuazione di un contesto di vivibilità, non dunque semplicemente una “soluzione organizzativa”, ma un’analisi prospettica dei fabbisogni del “tutelato”, per migliorarne la qualità e le aspettative di vita, anche oltre l’esistenza dei genitori, creando attraverso interventi innovativi di residenzialità e di deistituzionalizzazione, una sorta di continuità con la famiglia originaria. La legge, in attuazione di tali misure di assistenza cura e protezione, persegue dunque dei macro obiettivi, istituendo apposito Fondo per realizzare questo complesso progetto assistenziale di centottanta milioni di euro per i prossimi tre anni. Questo Fondo ha lo scopo di attivare e sostenere programmi di deistituzionalizzazione e domiciliarità: ovvero la costituzione di case-famiglia e gruppi-appartamento nelle quali le persone disabili possano abitare ricostruendo modalità di convivenza proprie di una famiglia, evitando così l'isolamento e l'emarginazione. La dimensione della casa, dunque, viene gradualmente a sostituire quella dell'istituto, favorendo la promozione umana della persona disabile.  Le legge stabilisce inoltre la detraibilità fiscale delle polizze assicurative finalizzate alla tutela di soggetti con disabilità grave. Sono inoltre esenti dall'imposta sulle successioni e le donazioni i "trust", ovvero gli atti giuridici attraverso i quali un donatore destina un bene mobile e immobile a un beneficiario facendolo gestire da una terza persona perché il beneficiario è un soggetto debole e non può farlo direttamente.

La legge tuttavia presenta alcuni molti limiti. Scorrendo l’art.4  non specifica in cosa debbano consistere i programmi di deistituzionalizzazione di cui alla lettera a) e successivamente specificando, nella lettera c), che la finalità è quella di destinare i fondi alla costruzione di soluzioni alloggiative in cohousing (co-abitazione), fa subito comprendere come si pensi di risolvere il problema dell’istituzionalizzazione creando soluzioni abitative che ospitino comunque gruppi di persone con disabilità: si passa in sostanza dal grande istituto al piccolo istituto. Ciò potrà anche concretizzarsi in un miglioramento delle condizioni di vita, ma lede comunque il diritto delle persone disabili di scegliere dove e con chi vivere, sancito dall’art. 19 de La Convenzione O.N.U. sui diritti delle persone con disabilità espressamente richiamato dalla legge stessa. Se da un lato l’impianto degli interventi appare giustamente ambizioso, pur con la limitazione alla gravità e non anche alla prevenzione di essa, dall’altro tali prospettive incuriosiscono rispetto agli attori che saranno interessati ed in grado di raccogliere queste sfide e i relativi finanziamenti. Molto dipenderà dalle politiche e dalle scelte regionali.
Inoltre il richiamo, nella lettera d), alla finalità di sviluppo di programmi di accrescimento delle competenze di autonomia ed adattamento nelle persone con disabilità è del tutto decontestualizzato in quanto questi programmi devono essere attuati in età evolutiva o al più tardi nella prima età adulta, non certo quando la persona disabile ha già 40-50 anni e si comincia a pensare al “Dopo di Noi” con l’approssimarsi della terza o quarta età dei genitori. Il processo di preparazione del cosiddetto Dopo di Noi dovrebbe iniziare in età precoce garantendo l’inclusione sociale e favorendo la maturazione dell’intima consapevolezza che le persone disabili sono titolari di diritti fondamentali come chiunque altro, nonché il diffondersi di una cultura della qualità della vita.
Dal 2017 la disciplina dispone, poi, anche benefici fiscali per erogazioni private, polizze assicurative, trust e soluzioni similari: la copertura delle agevolazioni connesse a questi strumenti, utilizzabili in prevalenza da chi si trova in situazioni di agiatezza economica, sottrarrà risorse a disabili più svantaggiati anche in questo caso c’è da dubitare dunque che legge n. 112/2016 possa garantire “il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia” dei più fragili, in attuazione dei principi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità

A distanza di mesi dall’approvazione ad oggi ottobre 2016 mancano ancora le linee guida che il ministero deve dare per l’attuazione della legge senza le quali si rischia di perdere i fondi stanziati. Peraltro, oltre ai tempi della decretazione, quelli tecnico-amministrativi per il trasferimento dei fondi alle Regioni potrebbero ritardare interventi concreti. L’articolo 8 prevede una Relazione annuale al Parlamento sullo stato di attuazione della nuova norma. Anche in questo caso, comunque, chi redigerà la Relazione dovrà assumere anche tutte le relative relazioni dalle Regioni, fissando in anticipo criteri e modalità di raccolta omogenea dei dati. In conclusione possiamo dire che la legge pur essendo stata approvata necessariamente deve essere considerata un punto di partenza e non un traguardo, ancora ben lontano dall’essere raggiunto. Non ci resta che aspettare l’emanazione dei decreti attuativi e monitorare sull’attuazione della legge.

di Salvatore Graziano


Legge 22 giugno 2016, n. 112 (Pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 24 giugno 2016, n. 146) - Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare.” – link sul sito Handylex